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Sardegna

Benzina alle stelle in Sardegna, la beffa: “I finanzieri non possono multare”

Marzo 24, 2026 · Paolo Rapeanu

Benzina in Sardegna, prezzi choc e tutti hanno le mani legate

In Sardegna il prezzo della benzina alla pompa sta salendo a ritmo impressionante.

I listini medi del gasolio, secondo i dati regionali del Mimit, volano a 2,020 euro al litro, la benzina a 1,731 self.

Un andamento al rialzo che, purtroppo, sta vanificando il taglio delle accise disposto dal Governo.

Danni a cittadini e imprese, lo denuncia Adiconsum Sardegna, che fornisce i dati regionali.

“Siamo stati facili profeti – afferma il Presidente Giorgio Vargiu – taglio delle accise da 24,4 centesimi, prezzo medio del gasolio ridotto di appena 9,7 “.

Questo perché le compagnie petrolifere hanno aumentato i prezzi prima dell’applicazione del taglio della tassazione, continuando ad aggiornare i listini.

In termini di spesa per i consumatori, ciò si traduce oggi in un mancato guadagno da 7,3 euro su un pieno di diesel.

La benzina invece, rispetto ai prezzi in vigore prima dello sconto sulle accise, si riduce di soli 15 centesimi di euro al litro, con un mancato risparmio per gli automobilisti da quasi 5 euro al litro.

“Un andamento che dimostra come contro i rincari dei carburanti e le speculazioni sui prezzi il Governo disponga solo di armi spuntate, e tutti gli annunci di controlli e sanzioni rimangano purtroppo lettera morta”.

Mister Prezzi, Guardia di Finanza e Antitrust “non hanno poteri adeguati” per fermare la crescita dei listini.

“Ci avevano raccontato – continua Vargiu – che avevano inasprito le sanzioni contro gli speculatori invece, non solo le sanzioni non sono state inasprite, ma non esistono proprio”.

La Gdf sta eseguendo i controlli a tappetto ma non potrà sanzionare perché non ne ha il potere, possono solo abbaiare ma non mordere perché il Governo non gli ha dato il potere di farlo”.

Cosa chiediamo al Governo, le proposte:

  1. La revoca immediata di Mister Prezzi e della Commissione di allerta rapida, organi rivelatisi gusci vuoti e costosi;
  2. L’introduzione di un tetto massimo ai prezzi: il carburante non è bene di lusso speculativo, ma servizio essenziale per mobilità e economia del Paese;
  3. L’introduzione in via permanente il sistema di accisa mobile;
  4. Nuove norme sanzionatorie mirate a colpire non solo la forma (comunicazioni e cartelli), ma la sostanza.