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Monserrato, ecco chi sono i 3 indagati per l’omicidio di Leonardo Mocci

Maggio 1, 2026 · Paolo Rapeanu

Leonardo Mocci ucciso con un colpo di pistola a Monserrato, ci sono 3 indagati

Proseguono a ritmo serrato le indagini sulla violenta vicenda che ha scosso Monserrato lo scorso 23 aprile 2026, con l’omicidio del 23enne di Villacidro, Leonardo Mocci. La Procura della Repubblica di Cagliari, attraverso la firma del Sostituto Procuratore dott.ssa Diana Lecca, ha emesso il decreto di convalida per una serie di perquisizioni e sequestri effettuati d’urgenza dalle forze dell’ordine nelle ore immediatamente successive al fatto.

Omicidio di Leonardo Mocci a Monserrato, ecco chi sono i 3 indagati

Al centro dell’inchiesta figurano tre indagati: Gianmarco Tunis, Filippo Tunis e Daniel Campus, chiamati a rispondere, a vario titolo e in concorso tra loro, di reati gravissimi che spaziano dall’omicidio alla rapina aggravata.

I rilievi sulla scena del crimine: cicche e ogive

Le attività investigative, condotte in sinergia da diversi reparti dell’Arma, hanno permesso di cristallizzare prove fondamentali fin dalle prime luci dell’alba del 23 aprile. Il Comando Provinciale CC di Cagliari ha repertato diverse cicche di sigaretta, beccucci e pacchetti, materiali ora destinati ad accertamenti biologici e dattiloscopici per individuare eventuali tracce di DNA riconducibili ai sospettati.

Particolare rilevanza assume il ritrovamento effettuato dal Nucleo Operativo e Radiomobile di Quartu Sant’Elena, che ha posto sotto sequestro un’ogiva di piombo. Questo reperto sarà determinante per le analisi balistiche volte a verificare la funzionalità delle armi impiegate e a ricostruire l’esatta dinamica della sparatoria.

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Il giallo dei dispositivi elettronici

L’attenzione degli inquirenti si è focalizzata anche sul patrimonio digitale della vittima, Leonardo Mocci. La Stazione di Monserrato ha infatti sequestrato un iPhone 15 Pro Max appartenente al giovane, mentre una perquisizione domiciliare disposta nei confronti del padre (Mondo Mocci, risultato terzo rispetto ai fatti) ha portato al rinvenimento di un PC ASUS e di un foglio manoscritto.

Secondo quanto si legge nel decreto, l’analisi di questi dispositivi è considerata “indispensabile” e “strumento di indagine necessario”. Il sospetto degli inquirenti è che all’interno della memoria degli apparecchi possano celarsi elementi di prova relativi a una presunta attività di traffico di stupefacenti, permettendo così di identificare altri soggetti coinvolti e le dinamiche che hanno portato all’evento di sangue.

Proporzionalità e garanzie della difesa

Il provvedimento del PM sottolinea come l’acquisizione dei dati informatici sarà eseguita nel rispetto dei criteri di proporzionalità. Verrà effettuata una duplicazione forense dei supporti, procedendo poi a una selezione mirata dei soli dati rilevanti per l’indagine, con l’obbiettivo di tutelare la sfera privata per tutto ciò che non pertiene alle condotte contestate.

La Procura ha convalidato l’operato della Polizia Giudiziaria ritenendo sussistente il pericolo di alterazione o dispersione delle prove. Il decreto notificato agli indagati e ai rispettivi difensori, mentre i reperti restano custoditi presso l’Ufficio Corpi di Reato in attesa degli esiti dei test tecnici.