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Cagliari, tenda e transenne abusive in strada: la discoteca Amnesya chiusa per 8 giorni

Maggio 19, 2026 · Cristian Melis

Amnesya

La polizia locale sanziona locale notturno Amnesya a Cagliari per occupazione del suolo pubblico

Il pugno duro del Comune di Cagliari contro l’abusivismo commerciale e le occupazioni stradali irregolari colpisce la movida notturna. Attraverso una determinazione dirigenziale ufficiale, il Servizio Suape, Mercati ed Attività Produttive del capoluogo sardo ha imposto una pesante sanzione a un noto esercizio pubblico della città. Il provvedimento amministrativo dispone la chiusura temporanea per otto giorni del locale notturno denominato “Amnesya”, situato in via Contivecchi ai civici 4, 6 e 8. La decisione giunge al termine di una precisa istruttoria tecnica, avviata dopo un controllo notturno mirato che gli agenti della municipale hanno eseguito nelle scorse settimane.

La vicenda ha preso il via durante le prime ore del mattino dello scorso mese, quando una pattuglia del Corpo di polizia locale ha effettuato un’ispezione mirata nella zona industriale e commerciale della città. Intorno alle ore tre e dieci della notte, gli agenti hanno riscontrato una situazione di palese irregolarità proprio nell’area esterna antistante il pubblico esercizio gestito dalla società “Pairagon S.r.l.s.”. I dettagli del verbale descrivono un’ampia porzione di strada occupata in assenza di qualunque autorizzazione o concessione comunale.

Il blitz della municipale e il pericolo per la viabilità

Secondo gli accertamenti formali scritti nel verbale della polizia locale, i gestori dell’attività commerciale occupavano abusivamente circa trentasette metri quadrati di suolo pubblico, invadendo direttamente la sede stradale. L’allestimento non autorizzato comprendeva ben diciannove transenne parapedonali e una tenda del tipo a cappottina. Gli operatori hanno misurato l’installazione di queste strutture a una distanza di un metro e settanta centimetri dal prospetto principale dell’edificio. Questa disposizione creava un immediato e concreto pericolo, oltre a un forte intralcio per la normale circolazione dei veicoli e dei pedoni in transito nella via.

I gestori hanno così violato l’articolo 20, commi 1 e 4, del Codice della Strada. La condotta illecita costituisce anche il presupposto fondamentale per l’applicazione delle sanzioni accessorie locali. L’articolo 18, comma 13, lettera b) del regolamento municipale per la concessione del suolo pubblico prevede infatti il blocco temporaneo della licenza per i locali che espandono i propri spazi all’aperto senza alcun titolo abilitativo. I tecnici del Comune hanno quindi avviato l’iter sanzionatorio inviando una comunicazione formale di avvio del procedimento tramite posta elettronica certificata.

Il silenzio dei gestori e la scelta della fascia stagionale

Nonostante la formale notifica via pec dell’avvio del procedimento penale e amministrativo, la società titolare dell’esercizio ha scelto la linea del silenzio. Nei termini di legge assegnati dal Suape, la ditta non ha presentato memorie scritte, documenti difensivi o richieste di sanatoria previste dal regolamento. Gli uffici comunali hanno quindi preso atto della mancanza di obiezioni e hanno proceduto con la stesura della sanzione definitiva. Per determinare il periodo esatto dello stop, il dirigente ha applicato i criteri di omogeneità stagionale che il regolamento impone per l’esecuzione di questi provvedimenti.

Le norme interne dividono l’anno in due fasce: quella estiva e quella invernale. Poiché l’infrazione risale alla fascia invernale del calendario commerciale, gli uffici hanno collocato la sanzione nello stesso periodo di riferimento della violazione originaria. Per questa ragione, il Comune costringerà il locale a tenere le serrande abbassate dal primo novembre fino all’otto novembre del corrente anno compreso, garantendo una perfetta corrispondenza temporale tra il momento dell’abuso e l’espiazione della sanzione stessa. La polizia locale sanziona locale ad amnesya cagliari per occupazione suolo pubblico colpendo l’attività nei mesi successivi proprio per rispettare tale principio di equità temporale.

I controlli futuri e la possibilità di ricorso al Tar

L’ordinanza dirigenziale affida ora proprio al Corpo di polizia locale il compito di vigilare sul rispetto assoluto della chiusura. Gli agenti effettueranno sopralluoghi continui nei giorni stabiliti per verificare il reale stop delle attività. Qualora i titolari violassero l’ordine sindacale di chiusura, i vigili invieranno un’immediata segnalazione all’autorità giudiziaria competente per reati penali più gravi. Il dirigente ha inoltre attestato la piena regolarità amministrativa dell’atto e l’assenza di conflitti di interesse tra il personale interno, escludendo qualunque vizio di forma.

La società sanzionata mantiene comunque il diritto alla difesa nelle sedi legali opportune. I titolari dell’attività commerciale potranno infatti presentare un ricorso ufficiale davanti al Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna entro sessanta giorni dalla notifica. In alternativa, la legge consente la presentazione di un ricorso straordinario direttamente al Presidente della Repubblica entro il termine tassativo di centoventi giorni. I controlli contro la mala movida e l’occupazione selvaggia dei marciapiedi proseguiranno senza sosta in tutti i quartieri della città anche nelle prossime settimane, così come le verifiche parallele svolte dalle pattuglie dei carabinieri.