Trasporti in Sardegna, i Riformatori attaccano Salvini sull’insularità: “Ma è l’unico che fa cose concrete”
I Riformatori Sardi presentano una proposta di legge nazionale per trattenere il 100% della Carbon Tax marittima nell’Isola. Immediata la replica della Lega: “Attacco politico sterile, Salvini è già al lavoro contro i vincoli UE”
Il principio costituzionale dell’insularità rischia di rimanere una dichiarazione d’intenti senza un’applicazione pratica e risorse finanziarie adeguate. È questa la premessa che ha spinto i consiglieri regionali dei Riformatori Sardi – Aldo Salaris, Umberto Ticca e Giuseppe Fasolino – a presentare una proposta di legge nazionale. L’obbiettivo è chiaro: impedire che il tessuto produttivo della Sardegna continui a farsi carico dei costi della decarbonizzazione dei trasporti senza ricevere adeguate compensazioni.
Il meccanismo: trattenere il 100% della Carbon Tax marittima
Al centro della proposta presentata in conferenza stampa c’è il sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS), la cosiddetta Carbon Tax marittima. I Riformatori chiedono che il 100% dei proventi derivanti dalle aste ETS pagate in Sardegna venga destinato a un neonato fondo regionale. Questa dote finanziaria verrebbe vincolata a due pilastri strategici: il finanziamento della continuità territoriale delle merci e il sostegno alla transizione ecologica delle isole.
“Abbiamo presentato una proposta di legge necessaria, vista l’inapplicazione del principio costituzionale di insularità”, ha dichiarato il coordinatore regionale dei Riformatori, Aldo Salaris. Secondo l’esponente politico, l’Isola soffre di una disparità strutturale cronica nei trasporti. Salaris ha poi rivolto un attacco diretto a Roma: “Il governo centrale deve spiegare perché le quote delle aste ETS che i sardi pagano non possono tornare nell’Isola per essere reinvestite qui”.
Lo scontro politico e l’attacco al ministro Salvini
I toni si complicano sull’asse Cagliari-Roma. Salaris ha criticato il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, accusandolo di “dimenticare i sardi” e di non applicare i dettati della Carta costituzionale nell’esercizio delle sue funzioni ministeriali.
La reazione della Lega non si è fatta attendere, trasformando la proposta di legge nel terreno dell’ennesimo scontro politico interno al centrodestra. Il leghista Andrea Piras ha definito “incomprensibile” la scelta della polemica rispetto a quella della responsabilità, sottolineando che la Sardegna necessita di compattezza istituzionale e non di attacchi che rischiano di indebolire la voce dell’Isola nei tavoli decisionali. Piras ha rivendicato l’impegno di Salvini sui dossier sardi, dalle infrastrutture al superamento dei vincoli europei.
La difesa della Lega sui trasporti in Sardegna: “Mettere in discussione il Green Deal UE”
Sulla stessa linea il consigliere del Carroccio Michele Ennas, che ha accusato i Riformatori di voler strumentalizzare una battaglia comune per fini di visibilità politica. Ennas ha ricordato come proprio il ministro Salvini, anche durante l’ultimo Consiglio dei ministri europei dei Trasporti, abbia ribadito la necessità di una revisione urgente delle misure del Green Deal e del sistema ETS marittimo, giudicato rigido e ideologico.
Secondo la Lega, la vera soluzione per tutelare l’economia sarda non risiede in dinamiche locali, ma nel coraggio di ridiscutere i regolamenti comunitari che penalizzano i territori insulari; una linea che il ministero starebbe portando avanti da tempo. La proposta di legge dei Riformatori inizierà ora il suo iter in Consiglio regionale, ma il dibattito sui costi dell’insularità e della transizione energetica promette di restare infuocato.