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Sardegna

Nuova ondata di migranti: 41 africani sbarcati tra Carloforte, Chia e Sant’Antioco

Maggio 27, 2026 · Cristian Melis

Sbarchi di migranti in Sardegna: 41 arrivi nel Sulcis

Le rotte del Mediterraneo meridionale tornano a interessare in modo significativo le coste sud-occidentali dell’isola. Durante la giornata di ieri, una serie di barchini ha raggiunto la terraferma in diversi punti strategici del litorale, attivando immediatamente la macchina dei soccorsi e della vigilanza. Il primo evento della giornata ha interessato l’isola di San Pietro, dove un gruppo di tredici cittadini stranieri è riuscito a prendere terra. Tra le persone intercettate nell’isola tabarchina spicca anche la presenza di un minorenne. Questa prima operazione sul campo conferma la ripresa costante dei flussi migratori diretti verso le zone costiere regionali attraverso piccole imbarcazioni.

I pattugliamenti lungo le strade provinciali

La macchina dei controlli stradali ha intercettato i primi viandanti a ridosso delle aree interne dell’isola di San Pietro. Le forze dell’ordine, impegnate nel monitoraggio del territorio, hanno rintracciato i tredici stranieri mentre camminavano lungo la strada provinciale 103. Il ritrovamento è avvenuto intorno alle sette del mattino, durante un normale servizio di perlustrazione. I militari hanno verificato lo stato di salute generale dei componenti del gruppo, prestando le prime necessarie cure e avviando le procedure di identificazione. Questo primo intervento ha aperto una complessa giornata sul fronte della sorveglianza marittima, caratterizzata da continui avvistamenti in diversi settori del Sulcis.

I successivi arrivi del pomeriggio

La seconda parte della giornata ha fatto registrare ulteriori ingressi lungo la costa sulcitana. Nel primo pomeriggio un piccolo barchino ha attraccato direttamente all’interno del porticciolo di Sant’Antioco. Da questa imbarcazione sono scesi nove passeggeri, per la precisione otto uomini e una donna. La pressione degli sbarchi di migranti in Sardegna è proseguita senza sosta poche ore più tardi, quando un altro natante ha toccato la vicina spiaggia di Maladroxia. Da questo ulteriore mezzo navale sono sbarcati altri undici cittadini stranieri, che hanno cercato subito un contatto con l’entroterra prima dell’intervento tempestivo delle pattuglie di vigilanza dislocate nella zona.

Il soccorso a donne e bambini a Domus de Maria

L’ultimo episodio della giornata ha interessato il territorio comunale di Domus de Maria, spingendosi leggermente più a est rispetto ai primi arrivi della mattinata. I guardacoste e il personale di vigilanza hanno individuato un nucleo di otto persone nelle immediate vicinanze della rinomata località turistica di Chia Laguna. La composizione di questo specifico gruppo ha destato particolare attenzione per via dell’alta presenza di soggetti vulnerabili. I militari hanno infatti prestato soccorso a tre donne, tre bambini e due uomini. Gli operatori sanitari hanno controllato accuratamente le condizioni dei piccoli, che fortunatamente non presentavano traumi o particolari problemi di salute legati alla traversata in mare.

Il trasferimento nel centro di prima accoglienza

La complessa gestione logistica delle quarantuno persone intercettate sulle spiagge si è conclusa con il trasferimento collettivo verso l’interno della provincia di Cagliari. I mezzi delle forze dell’ordine hanno accompagnato tutti i gruppi presso il Centro di prima accoglienza di Monastir. All’interno della struttura ministeriale, il personale medico e gli addetti della questura eseguiranno gli screening sanitari di routine e i rilievi fotodattiloscopici per definire le posizioni legali dei singoli migranti.

Il monitoraggio delle rotte nel Mediterraneo

Il bilancio finale della giornata parla di una ripresa vigorosa dei viaggi dalle coste del Nord Africa verso la Sardegna meridionale, favorita dalle eccellenti condizioni meteomarine del periodo. Le autorità locali mantengono un livello di attenzione elevato su tutto il perimetro costiero compreso tra Teulada e le isole minori. I radar della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera continuano a scansionare il mare aperto per intercettare le imbarcazioni prima del loro arrivo sul bagnasciuga, garantendo sia la sicurezza dei confini sia il soccorso tempestivo in caso di avarie o naufragi.