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Economia

Tassa sui voli, in Sardegna guerra totale tra la Todde e Ryanair: “Non accettiamo ricatti”

Maggio 29, 2026 · Paolo Rapeanu

Sardegna-Ryanair, è guerra totale: l’Isola rischia di perdere la compagnia aerea irlandese

Si accende una vera e propria guerra diplomatica e commerciale tra la Regione Sardegna e Ryanair. Al centro della disputa c’è la tanto discussa addizionale comunale sui diritti d’imbarco, una tassa aeroportuale che il vettore irlandese chiede da tempo di abolire.

Nelle ultime 24 ore la tensione ha raggiunto il picco: da un lato la compagnia aerea ha diffuso una nota ufficiale per attaccare la giunta sarda, dall’altro la presidente della Regione, Alessandra Todde, ha replicato con parole di fuoco.

Le richieste e le promesse di Ryanair

Nel suo ultimo affondo, Ryanair ha definito “bizzarra” la decisione della Regione Sardegna di bloccare la proposta di abolizione dell’addizionale municipale.

Il management della compagnia ha citato come esempi virtuosi altre regioni italiane che hanno scelto di tagliare l’addizionale registrando una crescita di flussi turistici e voli.

Secondo Ryanair, senza questa misura la Sardegna andrà incontro a un inevitabile ristagno dei collegamenti per la stagione estiva.

La replica di Alessandra Todde: “La Sardegna non si fa ricattare”

La risposta della governatrice sarda Alessandra Todde non si è fatta attendere ed è arrivata forte e chiara a margine di un’audizione in Consiglio regionale. La presidente ha respinto punto per punto l’impostazione del vettore low-cost, ribaltando la narrazione.

“La presa di posizione di Ryanair sull’addizionale? Io parto da questo presupposto: una regione non si fa ricattare dai vettori. Noi abbiamo chiesto a Ryanair garanzie che non sono arrivate, e abbiamo un carteggio che lo dimostra. Quindi il fatto che adesso millantino basi in Sardegna con 900 posti di lavoro sono cose nella loro testa. E sicuramente non le hanno condivise con la Regione”.

La Todde ha sottolineato che l’amministrazione non cederà a pressioni esterne prive di tutele contrattuali per l’isola: “Bisogna che tutti siano seri. La Regione non usa i soldi dei sardi a fronte di promesse. La Regione usa i soldi dei sardi a fronte di progetti, a fronte di cose concrete e di impegni reciproci. I ricatti li rimandiamo ad altri”.

Sulla stessa linea l’assessora regionale ai Trasporti, Barbara Manca, precisando che non c’è alcuna chiusura pregiudiziale o immobilismo, bensì la volontà di una discussione.

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Il dibattito politico e le reazioni delle opposizioni

Lo scontro frontale ha immediatamente infiammato l’aula del Consiglio regionale, spaccando il panorama politico locale. Le opposizioni di centrodestra sono insorte, accusando la giunta Todde di “miopia strategica” e parlando apertamente di una drammatica “occasione persa” per l’economia e l’occupazione dell’isola.

Paolo Truzzu, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha chiesto un intervento immediato per scongiurare quello che definisce “il disastro annunciato della fuga di Ryanair dall’isola”, proponendo di inserire nella prossima variazione di bilancio le coperture finanziarie necessarie (stimate in circa 32 milioni di euro) per azzerare la tassa. Dai banchi di Forza Italia e delle liste civiche del Nord Sardegna si solleva il timore che il congelamento dei rapporti con la compagnia aerea possa isolare ulteriormente lo scalo di Alghero e penalizzare l’intera stagione turistica del Nord-Ovest, mentre le altre regioni italiane continuano a sottrarre quote di mercato.

Il futuro dei trasporti e della continuità territoriale in Sardegna resta dunque sospeso in un delicato equilibrio tra le logiche di profitto e sviluppo dei colossi dei cieli e il dovere di tutela delle risorse pubbliche da parte delle istituzioni locali. Il “carteggio” citato dalla presidente Todde dimostra che la trattativa si è arenata proprio sulle garanzie concrete: la Sardegna chiede certezze, Ryanair risponde con i numeri della crescita. Resta da capire chi, in questo braccio di ferro ad alta quota, deciderà di fare la prima mossa per riaprire il dialogo.