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Squalo in Sardegna, attacco a un nuotatore: “Mi ha morso 5 volte, ecco come mi sono salvato”

Giugno 2, 2026 · Paolo Rapeanu

Paura in Sardegna: “Uno squalo mi ha morso 5 volte”

Una tranquilla sessione di allenamento in mare aperto, nel cuore delle acque cristalline della Sardegna, si è improvvisamente trasformata in un incubo a occhi aperti per un giovane atleta francese vittima di uno squalo.

Giovanni Caselli, 28 anni, originario e residente nella cittadina di Sète, nei pressi di Montpellier, ha vissuto un’esperienza ravvicinata e drammatica con un predatore marino che difficilmente potrà dimenticare, ma che fortunatamente è riuscito a raccontare con le proprie gambe.

La vicenda, che inizialmente sembrava destinata a rimanere un aneddoto da condividere con amici e parenti al rientro dalle vacanze estive, ha rapidamente guadagnato una vasta eco mediatica internazionale. A raccogliere per primo la testimonianza diretta del giovane è stato il noto quotidiano transalpino “Midi Libre”, seguito a ruota da altre importanti testate d’Oltralpe come “Corse Matin” e da numerosi siti di informazione digitale, che hanno evidenziato la rarità e la potenziale drammaticità dell’evento.

Quella che doveva essere una vacanza all’insegna del relax e dello sport nell’Isola si è tramutata in pochi secondi in una lotta per la sopravvivenza che ha tenuto con il fiato sospeso l’opinione pubblica.

La dinamica dell’attacco: il racconto della vittima

Caselli, atleta dilettante e appassionato di triathlon, aveva deciso di sfruttare le acque trasparenti del litorale sardo per svolgere una sessione di nuoto ad alta intensità.

È una componente fondamentale della sua preparazione atletica in vista delle prossime competizioni stagionali

Allontanatosi dalla riva per poter nuotare senza ostacoli, il giovane si trovava in una condizione di piena concentrazione quando lo scenario è mutato repentinamente.

“Mentre ero in spiaggia sono entrato in acqua per fare una nuotata ad alta intensità per il mio allenamento di triathlon”, ha spiegato dettagliatamente Caselli. “A un certo punto però ho visto lo squalo davanti a me”. Secondo quanto riferito dallo stesso nuotatore, l’esemplare in questione presentava le caratteristiche tipiche di uno squalo pinna nera di barriera.

Si tratta di una tipologia di squalo generalmente considerata timida e sostanzialmente innocua per l’essere umano. Tuttavia, il comportamento dell’esemplare incontrato da Caselli si è rivelato insolitamente aggressivo e del tutto fuori dagli schemi ordinari della specie.

I cinque morsi e la reazione difensiva Invece di allontanarsi o di mantenere una distanza di sicurezza, l’animale ha puntato direttamente il nuotatore. “Questo però invece di girarmi intorno, mi è venuto addosso”, ha ricordato con comprensibile trepidazione il ventottenne di Sète.

“Mi è arrivato proprio accanto. Allora ho iniziato a nuotare lentamente all’indietro sul dorso ed è stato allora che mi ha dato il primo morso”.

La reazione immediata del giovane, dettata dall’istinto di conservazione e dalla scarica di adrenalina, ha purtroppo sortito un effetto opposto a quello sperato.

“Ho urlato, il che lo ha eccitato ancora di più ed è diventato sempre più aggressivo. Continuava a mordermi e ho iniziato davvero a farmi prendere dal panico perché gli squali di solito non sono soli”, ha confessato Caselli.

Nel giro di pochi e interminabili istanti, l’esemplare ha sferrato ben cinque morsi. Una sequenza ravvicinata che ha fatto temere il peggio all’atleta francese, il quale si è trovato da solo a gestire una situazione di estrema vulnerabilità.

“Era come se mi stesse assaggiando”, ha commentato successivamente il ventottenne, ipotizzando che lo squalo stesse cercando di identificare la natura della preda prima di sferrare un eventuale affondo più profondo o distruttivo.

Nonostante il panico crescente e il dolore causato dalle ferite, Giovanni Caselli è riuscito a mantenere un livello minimo di lucidità.

La fuga dall’acqua e il lieto fine

Una volta raggiunta la riva e definitivamente in salvo, il giovane ha potuto constatare l’entità dei danni subiti.

Per fortuna, l’evento si è concluso senza conseguenze drammatiche o invalidanti: i cinque morsi hanno provocato esclusivamente ferite di natura superficiale.

Proprio a causa della lievità delle lesioni, il ventottenne francese non ha ritenuto necessario il ricovero ospedaliero o il ricorso a cure mediche d’urgenza sul posto La prudenza, tuttavia, resta massima. anche a distanza di giorni dall’accaduto. Il rischio principale in questo genere di incidenti non è legato esclusivamente al trauma fisico immediato, bensì alle complicanze infettive secondarie che possono insorgere. “Ma le tengo sotto controllo”, ha concluso fermamente Caselli, riferendosi alle ferite riportate sugli arti, “perché i denti di squalo sono pieni di batteri”.