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Attentato alla moschea di Cagliari, l’Imam: “In 40 anni abbiamo sempre seminato il bene”

Giugno 11, 2026 · Paolo Rapeanu

A guidare la reazione della comunità islamica cagliaritana è il capo spirituale della moschea, l’Imam Triki Mehrez. Visibilmente sbigottito e scosso dall’accaduto, la guida religiosa ha voluto lanciare un messaggio di straordinaria fermezza, rifiutando categoricamente la logica dell’odio e della vendetta.

“Siamo qui da quasi quarant’anni”, ha dichiarato l’Imam Mehrez Triki con voce ferma ma carica di amarezza. “E in tutto questo tempo abbiamo sempre seminato il bene. Non abbiamo mai avuto nessun tipo di problema con la popolazione locale. Chi semina il contrario, raccoglierà altro. Noi rispondiamo con la pazienza”.

Le parole del leader spirituale riflettono la sorpresa profonda di una comunità storica che si è sempre sentita parte integrante del tessuto sociale sardo. Quarant’anni di presenza continuativa significano generazioni di fedeli nati, cresciuti e scolarizzati a Cagliari, che oggi vedono il proprio luogo di culto profanato da un gesto inatteso e brutale.

La catena della solidarietà: il vicino-eroe e la Chiesa locale

Nonostante la gravità dell’attacco, la risposta della società civile non si è fatta attendere. L’Imam Triki ha espresso profonda gratitudine per l’affetto e il supporto ricevuti fin dai primi minuti successivi all’attentato, citando in modo particolare due figure chiave di questa drammatica vicenda.

Il primo ringraziamento è andato a Roberto, il vicino di casa che per primo ha notato le fiamme e non ha esitato a intervenire per spegnere l’incendio prima dell’arrivo dei soccorsi. Un gesto di straordinario civismo che ha salvato la struttura.

Il secondo pensiero è stato rivolto a don Marco Lai, direttore della Caritas diocesana, da sempre in prima linea nel dialogo interreligioso e nell’accoglienza, che ha portato immediatamente la solidarietà della Chiesa cattolica locale.

“Ringrazio tutti per la solidarietà”, ha ribadito l’Imam, “in particolare il vicino di casa Roberto, che ha prontamente spento l’incendio mettendo in sicurezza la zona, e don Marco Lai per la vicinanza dimostrata. In momenti come questo comprendiamo il valore della nostra comunità allargata: noi dobbiamo vivere in pace e stare uniti”.