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Termovalorizzatore guasto, sale il costo dei rifiuti a Cagliari: rischio salasso sulla Tari

Giugno 18, 2026 · Ennio Neri

I blocchi continui dell’impianto di Macchiareddu costringono l’amministrazione a trasferire la spazzatura a Villacidro e il conto cresce: incide anche la nuova tassa statale

I conti pubblici del capoluogo sardo subiscono un imprevisto e pesante scossone a causa delle continue emergenze nel sistema di trattamento della spazzatura dell’area metropolitana. Il recente rincaro rifiuti a Cagliari: il Comune spende 218mila euro in più.

Emerge direttamente dagli ultimi atti ufficiali del Servizio d’igiene del suolo, che certificano un incremento immediato dei costi di smaltimento per l’annualità in corso. Una tempesta perfetta, ripetuti stop tecnici del termovalorizzatore principale e cambio delle regole fiscali statali, costringe Palazzo Bacaredda a raschiare il fondo del proprio bilancio.

Rifiuti a Cagliari, all’orizzonte bollette da infarto

L’amministrazione comunale aveva originariamente affidato il servizio di smaltimento alla società Tecnocasic a fine novembre, come da regole iniziali dell’appalto.

La cifra stanziata, complessivamente, è stata pari a 1 milione 745mila euro per coprire l’intero arco del 2026.

Gli uffici calcolano tradizionalmente queste somme sulla base delle stime dei conferimenti degli anni precedenti. Quest’anno, tuttavia, una catena di imprevisti logistici ha completamente polverizzato le previsioni dei tecnici comunali, obbligando il dirigente del servizio a firmare una determinazione d’integrazione economica urgente per non bloccare la raccolta.

I guasti a Macchiareddu e i viaggi della spazzatura verso il Medio Campidano


La causa principale del buco finanziario risiede nelle ripetute e prolungate fermate tecniche di Macchiareddu. Tecnocasic ha inviato una fitta serie di comunicazioni urgenti al Comune per segnalare il blocco dei macchinari e la conseguente necessità di dirottare i Rifiuti.

Il termovalorizzatore ha spento i motori prima nel periodo natalizio, poi per oltre un mese tra febbraio e marzo, e infine per un ulteriore lungo ciclo tra aprile e i primi giorni di giugno.

Questa paralisi strutturale ha costretto quindi i camion a percorrere decine di chilometri in più per scaricare la spazzatura nella discarica di villacidro.

I continui viaggi fuori provincia hanno alterato i flussi logistici ordinari, appesantendo i costi di conferimento e creando una situazione di perenne emergenza gestionale.

La stangata della nuova IVA statale gonfia le fatture
Oltre ai problemi meccanici del termovalorizzatore, sui conti di Palazzo Bacaredda si è abbattuta una vera e propria scure di natura fiscale. La Legge di Bilancio statale ha modificato il Testo unico dell’imposta sul valore aggiunto, eliminando il trattamento agevolato per lo smaltimento dei rifiuti. La riforma cancella l’aliquota del 10% per i servizi di conferimento in discarica e per l’incenerimento senza recupero energetico efficiente.

Per tutte le tonnellate di rifiuti che Cagliari ha dovuto forzatamente sotterrare nelle vasche di Villacidro, la Tecnocasic ha applicato l’Iva al 22% anziché quella ridotta. L’imprevisto incremento d’imposta ha prosciugato con largo anticipo i fondi del capitolo di spesa iniziale, spingendo il funzionario Stefano Floris a disporre un’integrazione di bilancio da esatti 217 mila 725,79 euro a favore della società consortile di Capoterra. E ora i cittadini temono le ripercussioni di questo extra-costo sulle prossime bollette della Tari.