Cagliari, lite e sangue in piazza Sant’Eulalia: fedeli e residenti impauriti
Violenza anche nel cuore della Marina, a Cagliari
Momenti di puro terrore e alta tensione nel quartiere della Marina, dove una violenta lite scoppiata improvvisamente in piazza Sant’Eulalia a Cagliari ha trasformato una normale serata in uno scenario di sangue e paura.
L’episodio, avvenuto a pochi passi dalla storica parrocchia, ha gettato nel panico i residenti e i numerosi fedeli che frequentano la zona, riaccendendo i riflettori sulla sicurezza nei vicoli del centro storico cagliaritano.
Secondo le prime ricostruzioni, lo scontro è divampato rapidamente tra alcune persone, non solo giovani. Le urla strazianti, descritte dai testimoni come “disumane”, hanno squarciato il silenzio delle strade, attirando immediatamente l’attenzione di chi si trovava nei paraggi.
A pubblicare le foto è Sandra Orrù, presidentessa di “Apriamo le finestre alla Marina”: “Inutile commentare, tanto ci sono quelli che da anni cercano di trovare soluzioni e poi quelli che invece fanno finta di niente o minimizzano”. La Orr spiega che “non c’erano solo ragazzi, quelli del pestaggio erano integrati” con altri “non locali”.
Il livello di ferocia dell’aggressione ha lasciato tracce evidenti sul selciato, dove sono rimaste vistose macchie di sangue, a testimonianza della brutalità dei colpi scambiati.
Il violento alterco ha richiamato tempestivamente l’attenzione dell’equipe dello psicologo Luca Pisano, esperto in devianza giovanile e operatore di strada, che in quel momento si trovava nell’area con il suo team nell’ambito di attività di monitoraggio e supporto sociale.
Gli specialisti sono accorsi sul luogo esatto della rissa nel tentativo di prestare un primo aiuto e comprendere la gravità della situazione.
Allertate dai residenti terrorizzati dalle grida, le forze dell’ordine sono giunte sul posto con diverse pattuglie a sirene spiegate. Tuttavia, all’arrivo dei militari e degli agenti di polizia, i balordi protagonisti del sanguinoso scontro si erano già dileguati.