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Sardegna

Turismo e ristorazione, corto circuito nel sud Sardegna: “Sale piene ma cucine vuote, non troviamo personale”

Giugno 24, 2026 · Paolo Rapeanu

Il dossier di Fipe Confcommercio: fatturati e presenze reggono, ma il reclutamento è un’emergenza. Il presidente Frongia: “Servono misure urgenti per favorire le assunzioni”

La stagione turistica nel Sud Sardegna tiene il passo, spinta soprattutto da un forte incremento di visitatori stranieri, ma dietro i numeri incoraggianti si nasconde una crisi strutturale che rischia di bloccare i motori del comparto: la drammatica carenza di personale qualificato.

Sebbene i fatturati restino stabili e i clienti non manchino, la difficoltà nel reperire braccia e professionisti è balzata in cima alle preoccupazioni degli imprenditori, diventando – insieme all’inflazione – il vero collo di bottiglia dell’estate 2026.

Caccia ai dipendenti: l’emergenza che frena la crescita

Dall’indagine condotta da Fipe Confcommercio Sud Sardegna su un campione di circa 250 imprese della ristorazione e del turismo, emerge chiaramente come il problema occupazionale non sia più un disagio stagionale, ma una priorità assoluta. Gli operatori indicano l’introduzione di misure urgenti per favorire l’assunzione del personale come uno degli interventi più drastici e immediati richiesti alle istituzioni per non far collassare il servizio, subito dopo la richiesta di un taglio ai costi aziendali.

“La carenza di personale, insieme all’aumento dei costi e alle criticità dei trasporti, richiede interventi concreti e tempestivi”, avverte Emanuele Frongia, presidente di Fipe Confcommercio Sud Sardegna. “Le aziende stanno facendo la loro parte, ma serve una strategia condivisa che consenta al settore di esprimere pienamente il proprio potenziale”.

I dati: gli stranieri salvano i fatturati, ma i costi affossano i margini

Se si esclude la fatica nel trovare lavoratori, lo stato di salute del settore mostra comunque una forte resilienza:

  • Fatturati e clienti: Per la maggior parte degli intervistati i ricavi sono stabili rispetto allo scorso anno, con una fetta di mercato che registra addirittura un incremento. Il 22% degli operatori definisce l’andamento in perfetta linea con il 2025.
  • Il boom estero: Quasi la metà delle attività (circa il 50%) segnala una netta crescita di turisti stranieri, che stanno compensando una clientela italiana più timida e concentrata prevalentemente nei mesi di luglio e agosto.
  • La morsa delle spese: A rovinare i piani dei ristoratori c’è però il caro-gestione. Praticamente la totalità degli intervistati denuncia un ulteriore aumento dei costi vivi e delle materie prime rispetto alla passata stagione.

Trasporti e riforme: le richieste degli operatori

Oltre alla caccia ai dipendenti e al peso delle bollette, sul tavolo restano le storiche criticità legate ai collegamenti e alla continuità territoriale, che continuano a isolare parzialmente il Sud dell’Isola.

Per Fipe Confcommercio la stagione 2026 conferma la solidità di un comparto fondamentale per l’economia sarda, ma lancia un ultimatum chiaro: senza un piano per il lavoro e un abbattimento dei costi, la resistenza degli imprenditori potrebbe non bastare più.