Quartu, addio Stefano Floris: lacrime per un forestale e armiere in prima linea per l’ambiente
Quartu piange la scomparsa di una figura esemplare, un uomo che ha fatto della tutela del territorio e del servizio allo Stato una vera e propria missione di vita.
Si è spento Stefano Floris, stimato esponente del Corpo Forestale e della Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna. La notizia della sua dipartita ha sollevato un’ondata di profonda commozione, lasciando nello sconforto i colleghi di una vita e una famiglia numerosa e affettuosa, oggi distrutta da un dolore incolmabile.
Stefano Floris era un uomo della prima linea. Entrato in servizio nel lontano 1991, ha attraversato trentacinque anni di mutamenti, emergenze e riforme, rimanendo sempre un punto di riferimento saldo per la salvaguardia dell’ambiente isolano.
Chi indossa la divisa del Corpo Forestale in Sardegna sa bene che il proprio non è un lavoro comune: significa confrontarsi quotidianamente con la piaga degli incendi estivi, vigilare contro il bracconaggio, contrastare i reati ambientali e proteggere ecosistemi fragili e preziosi. Floris ha fatto tutto questo con un rigore e una dedizione che gli hanno guadagnato la stima incondizionata di superiori e sottoposti.
Una carriera all’insegna del dovere e dello spirito di corpo
All’interno del Corpo, Stefano Floris aveva assunto il delicato e cruciale ruolo di armiere. Si tratta di un incarico di massima responsabilità, che richiede non solo competenze tecniche d’eccellenza e precisione assoluta, ma anche doti umane di grande equilibrio e fermezza. Gestire, manutenere e sovrintendere alle dotazioni di un reparto operativo significa garantire la sicurezza quotidiana dei colleghi che pattugliano il territorio.
Molti dei suoi colleghi attuali hanno condiviso con lui l’intero percorso professionale, a partire dai primi anni Novanta. Insieme a lui sono cresciuti, hanno superato le prove dei concorsi e hanno fatto carriera, affrontando fianco a fianco le stagioni più dure e i servizi più rischiosi.
Lo spirito di corpo, in realtà come quella forestale, si cementa nelle lunghe ore di sorveglianza, nella gestione delle emergenze e nella condivisione di ideali alti. Floris non era solo un professionista impeccabile, ma un compagno di viaggio leale, una guida per le giovani reclute e una memoria storica per l’intero reparto. La sua serietà professionale si sposava perfettamente con un carattere generoso e un profondo attaccamento ai valori istituzionali.
Il ringraziamento ai medici e il cordoglio della comunità
Come si evince dal manifesto funebre che mostra il volto sereno e fiero di Stefano, la sua scomparsa è arrivata al termine di una battaglia vissuta con dignità. La famiglia ha voluto rivolgere un ringraziamento pubblico e speciale al personale dei reparti di Rianimazione ed Ematologia dell’Ospedale Businco. Un attestato di stima che sottolinea l’umanità e la dedizione dei medici e degli infermieri che lo hanno assistito e curato fino all’ultimo istante, cercando di lenire le sofferenze di un uomo abituato a lottare a viso aperto.
La scomparsa di Stefano Floris lascia un vuoto immenso anche nel tessuto sociale di Quartu, dove l’uomo era stimato da tutti per la sua statura morale e la sua disponibilità. La notizia ha suscitato unanime cordoglio anche tra le istituzioni locali, che vedono privarsi di un servitore dello Stato esemplare.
Una famiglia unita nel dolore
Se il Corpo Forestale perde una colonna portante, è tra le mura domestiche che si consuma il dramma più devastante. Stefano Floris era il perno centrale di una famiglia straordinariamente unita, numerosa e ricca d’affetto. A dare il triste annuncio della sua scomparsa sono la moglie Alessandra e i suoi sette amatissimi figli: Sara, Simone, Luca, Matteo, Andrea, Emmanuele e Francesco. Un’eredità di affetti che si estende alle nuore, alle sorelle, ai fratelli, alle cognate, ai cognati, al suocero, ai diletti nipoti e ai parenti tutti.
L’ultimo saluto a Quartu
La comunità si prepara ora a stringersi attorno ai familiari per l’estremo saluto. I funerali di Stefano Floris avranno luogo venerdì 26 giugno a Quartu Sant’Elena. La cerimonia funebre si terrà nella chiesa di Sant’Antonio, dove alle ore 15:15 verrà celebrata la Santa Messa.
È prevista una massiccia partecipazione non solo dei concittadini, ma anche di una folta rappresentanza del Corpo Forestale e delle altre forze dell’ordine, pronte a tributare a Stefano gli onori che merita un uomo che ha speso trentacinque anni di vita per la collettività. I colleghi si schiereranno in picchetto per accompagnare il feretro, un ultimo simbolico abbraccio a chi ha condiviso con loro la fatica, l’orgoglio e l’onore della divisa. La terra sarda, che Stefano ha protetto per una vita intera, si appresta a custodirlo per sempre.