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Piste ciclabili incomplete a Cagliari, il centrodestra attacca Zedda: “Ora rischiano di pagarle i cittadini”

Giugno 26, 2026 · Paolo Rapeanu

La data del 30 giugno 2026 non è più un miraggio lontano, ma una scadenza imminente che rischia di trasformarsi in un vero e proprio incubo burocratico e finanziario per il Comune di Cagliari. Al centro della tempesta ci sono i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) destinati alla mobilità sostenibile e, nello specifico, alla realizzazione e al potenziamento delle piste ciclabili cittadine.

Con un atto ufficiale depositato e protocollato in data odierna, i consiglieri comunali del centrodestra hanno presentato un’articolata interrogazione a sindaco e Giunta.

L’obiettivo della coalizione è scoperchiare la gestione dei cantieri e, soprattutto, denunciare il metodo politico utilizzato finora. “Chiariamo subito: siamo contrari a piste ciclabili imposte dall’alto, senza ascoltare residenti e commercianti e senza valutare l’impatto su viabilità, parcheggi e vita dei quartieri”, attaccano gli esponenti del centrodestra. L’atto vede come primo firmatario Pierluigi Mannino, affiancato da un nutrito gruppo di colleghi di coalizione, tra cui Corrado Maxia, Raffaele Onnis, Roberto Mura, Alessandra Zedda, Roberta Sulis, Ferdinando Secchi. La pratica ufficialmente assegnata all’ufficio del sindaco e all’assessorato competente guidato da Yuri Marcialis.

La doppia beffa: la ghigliottina delle scadenze e il danno economico

La preoccupazione del centrodestra non è sulle opere realizzate, ma sul “collasso economico” generato dai tempi non rispettati. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non ammette deroghe temporali. Come ricordato nell’interrogazione, la Legge n. 50/2026 (di conversione del Decreto Legge n. 19/2026) fissa al 30 giugno 2026 il termine inderogabile per la conclusione fisica degli interventi. Le Linee Guida 2026 del Ministero dell’Economia e delle Finanze stabiliscono che entro il 31 agosto 2026 debba essere completata la rendicontazione sulla piattaforma ReGiS.

Il Comune di Cagliari è soggetto attuatore di diverse opere sulla mobilità finanziate sulla Missione 2 Componente 2 – Investimento 4.1. Tuttavia, Corte dei Conti e Anci hanno già evidenziato a livello nazionale il rischio concreto che molti enti locali non chiudano i lavori in tempo.

Se i cronoprogrammi non verranno rispettati a Cagliari, scatterà una vera e propria “trappola finanziaria”:

  • Il Comune sarà obbligato a restituire le somme già erogate dall’UE.
  • L’amministrazione sarà costretta a proseguire e completare i lavori utilizzando fondi propri di bilancio.

“Sarebbe una beffa nella beffa”, denunciano i consiglieri di minoranza. “Parliamo di opere non chieste e fortemente contestate dai cittadini, che rischiano di essere pagate con i soldi del Comune. Risorse così sottratte a interventi vitali come la riparazione delle strade, i marciapiedi, la manutenzione, la sicurezza e la pulizia della città”.

I cinque quesiti per fare trasparenza sulle piste ciclabili a Cagliari

Per squarciare il velo di incertezza e pretendere dati chiari e responsabilità, l’interrogazione si articola in cinque punti tecnici e politici estremamente specifici:

  1. Elenco e stato avanzamento: Si esige la mappatura completa di tutte le piste ciclabili e degli altri interventi di mobilità ciclabile PNRR a Cagliari, con l’indicazione per ciascuno di: CUP, importo finanziato, impresa esecutrice, data inizio lavori, percentuale attuale del SAL (Stato Avanzamento Lavori) e data prevista di ultimazione.
  2. Rischio definanziamento: I consiglieri chiedono di sapere con esattezza quali interventi siano, ad oggi, a rischio di mancato completamento entro la scadenza del 30 giugno e quale sia l’importo complessivo potenzialmente non rendicontabile sul PNRR.
  3. Piano di copertura finanziaria: Qualora la revoca dei fondi europei diventi realtà, si domanda con quali risorse alternative l’Amministrazione intenda garantire il completamento dei cantieri aperti (fondi comunali, mutui, Fondo Sviluppo e Coesione, Fondo Opere Indifferibili o altre linee statali/regionali).
  4. Azioni straordinarie di accelerazione: Viene chiesto quali misure d’emergenza siano state adottate per rispettare i tempi, inclusi eventuali commissariamenti, supporti tecnici al RUP, varianti e il caricamento della documentazione su ReGiS nei tempi previsti (5-15 giorni).
  5. Lavorazioni residuali: Si domanda se, per i cantieri prossimi alla chiusura, sia prevista l’emissione del certificato di ultimazione lavori anche in presenza di lavorazioni residuali di modesta entità, come consentito dalle Linee Guida del MEF per salvare i finanziamenti in extremis.

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Richiesta di dibattito urgente in Aula

I firmatari dell’opposizione hanno chiesto che venga fornita risposta scritta e orale nei termini previsti dal Regolamento del Consiglio comunale. “Cagliari deve sapere subito se rischia di perdere i fondi e se il conto di scelte sbagliate finirà sulle spalle dei cagliaritani”. La palla passa ora alla Giunta e al Sindaco, chiamati a fare chiarezza con scadenze che non lasciano più spazio agli annunci.