Cagliari, allarme in spiaggia al Poetto: 2 bombe sul fondale e scatta il divieto di balneazione
Ordigno bellico in mare a Cagliari: stop alla balneazione
Una normale giornata di inizio estate si trasforma improvvisamente in un caso di massima sicurezza per il litorale sardo. Un assistente bagnante in servizio presso lo stabilimento balneare della Questura di Cagliari ha notato qualcosa di insolito e potenzialmente molto pericoloso sul fondo del mare. Durante i controlli di routine nello specchio acqueo antistante la struttura, l’operatore ha individuato due oggetti metallici sospetti. I manufatti si trovano a una profondità di circa tre metri e presentano tutte le caratteristiche di residuati di guerra. La segnalazione immediata ha fatto scattare l’allarme generale, portando alla luce un potenziale ordigno bellico in mare a Cagliari che richiede l’intervento urgente degli specialisti.
La scoperta del bagnino e l’intervento della Guardia Costiera
La macchina dei soccorsi e della sicurezza marittima si è mossa con estrema rapidità. Il Capo del Circondario marittimo e Comandante del porto di Cagliari ha preso in mano la situazione dopo la nota formale del bagnino. Le coordinate geografiche esatte (Lat. 39° 12,414’ N – Long. 009° 10,119’ E) identificano l’area precisa del ritrovamento, un tratto di mare frequentato da residenti e turisti. La Capitaneria di Porto ha ritenuto indispensabile interdire immediatamente lo specchio acqueo per garantire l’incolumità pubblica e la sicurezza della navigazione. Il provvedimento d’urgenza poggia sulle solide basi del Codice della Navigazione e del relativo Regolamento di Esecuzione, che conferiscono pieni poteri al Comandante in caso di pericoli imminenti per la vita umana.
I divieti tassativi della Capitaneria per bagnanti e barche
L’ordinanza firmata dal Comandante impone restrizioni severissime che modificano la fruizione di quel tratto di costa. Il provvedimento ha decorrenza immediata e rimarrà in vigore fino alla conclusione delle operazioni di bonifica e al brillamento da parte degli artificieri della Marina Militare. I divieti riguardano un raggio di ben venti metri dal punto esatto in cui giacciono i due presunti ordigni.
Dentro questo perimetro di sicurezza, l’autorità marittima vieta categoricamente la balneazione. Nessuno può nuotare o semplicemente accedere a queste acque. Il blocco colpisce anche il mondo della nautica e del diporto: l’ordinanza vieta l’ancoraggio e la sosta di qualunque tipo di imbarcazione, sia essa una barca da spiaggia o un’unità professionale. Stop totale anche alle immersioni subacquee e a ogni genere di attività di pesca, professionale o sportiva. In sintesi, i cittadini non possono svolgere nessuna attività connessa all’uso del mare senza una esplicita e formale autorizzazione scritta della Capitaneria.
Sanzioni pesantissime per chi viola il perimetro di sicurezza
La Guardia Costiera annuncia tolleranza zero contro i trasgressori e i curiosi che cercheranno di avvicinarsi alla zona interdetta per scattare foto o video. Chiunque violerà le disposizioni dell’ordinanza andrà incontro a conseguenze legali molto serie. L’autorità punirà i contravventori ai sensi degli articoli 1174 e 1231 del Codice della Navigazione, sempre che il comportamento non configuri un reato ancora più grave. Oltre alle sanzioni amministrative e penali immediate, i responsabili risponderanno anche di tutte le eventuali maggiori responsabilità civili derivanti da azioni illecite o pericolose per la collettività.
Le forze dell’ordine e gli organi di vigilanza riceveranno il compito di far osservare la norma. La Capitaneria garantisce la massima diffusione del provvedimento attraverso l’affissione cartacea all’albo dell’ufficio di via dei Calafati, l’inserimento nella sezione “ordinanze” del sito web istituzionale della Guardia Costiera e la trasmissione urgente a tutti i media dell’isola. Nei prossimi giorni, il personale artificiere specializzato pianificherà il recupero dei metalli per neutralizzare definitivamente la minaccia sul fondale cagliaritano.