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Università di Cagliari contro lo spopolamento: l’ateneo “diffuso” conquista la Sardegna dal capoluogo a Olbia

Luglio 14, 2026 · Paolo Rapeanu

L’Università degli Studi di Cagliari si proietta verso il futuro accademico con numeri da record e una visione strategica sempre più vicina ai territori e alle reali necessità del mercato occupazionale.

Per l’anno accademico 2026/2027, l’ateneo del capoluogo sardo mette in campo un’offerta formativa imponente e profondamente rinnovata, che conta complessivamente ben 103 corsi di studio. Nel dettaglio, la proposta per le future matricole e per gli studenti specializzandi prevede 49 corsi di laurea triennale, 8 percorsi di laurea magistrale a ciclo unico e 45 corsi biennali di laurea magistrale.

La ricca programmazione è stata presentata ufficialmente nella sala del Rettorato, delineando l’immagine di un’istituzione solida e competitiva. “Vogliamo garantire un ambiente sano e bello, capace di competere senza timori con i più prestigiosi atenei nazionali”, sono state le parole d’apertura dei vertici accademici, che hanno voluto sottolineare la centralità dello studente in ogni fase del percorso di crescita intellettuale e professionale.

Iscrizioni aperte e cinque nuovi corsi di laurea per il 2026/2027

Con la pubblicazione ufficiale del Manifesto degli Studi, l’Università di Cagliari ha dato formalmente il via alla nuova stagione accademica, aprendo le iscrizioni per i corsi di laurea ad accesso libero. Tutte le date dei test, i requisiti di ammissione e le modalità di immatricolazione sono già consultabili online sul portale web dell’ateneo.

La vera novità di quest’anno è rappresentata dall’istituzione di cinque corsi di laurea inediti, pensati per intercettare i trend globali dello sviluppo tecnologico, della sostenibilità e della transizione digitale. Tra questi spicca un percorso erogato in modalità completamente online, pensato per favorire l’inclusione e l’accessibilità. I cinque nuovi indirizzi proposti per l’anno accademico 2026/2027 sono: Economia aziendale & management, Diritto dello sviluppo sostenibile e dell’innovazione, Tossicologia ambientale e forense, Ingegneria gestionale e Data science.

“Ancora una volta siamo riusciti a superare il limite delle sole lauree triennali, garantendo nuovi e moderni sbocchi magistrali agli studenti già laureati”, ha spiegato con orgoglio il Rettore Francesco Mola.

Il capo dell’ateneo ha illustrato come diverse discipline storiche siano state profondamente rivisitate per rispondere alle esigenze formative della generazione Z e dei millennial.

La scommessa dell’Università diffusa contro lo spopolamento della Sardegna

L’ateneo cagliaritano non vuole essere un polo isolato o confinato esclusivamente all’interno dell’area metropolitana del capoluogo. La strategia per il futuro si basa sul concetto di “università diffusa”.

In sintesi, una rete capillare che estende la presenza della didattica e della ricerca scientifica in molteplici centri della Sardegna, da nord a sud. Da Olbia a Nuoro, passando per Oristano, Carbonia, Iglesias, fino ad arrivare a realtà archeologiche e culturali interne come Barumini.

“Crediamo fortemente nell’idea di un’università che esca dalle sue mura storiche per andare a specializzare direttamente il territorio”, ha ribadito il Rettore Francesco Mola. “Questa presenza fisica e culturale nell’isola rappresenta uno strumento concreto per provare a frenare l’emigrazione dei nostri giovani verso la penisola o l’estero”.

In questa direzione si inserisce, ad esempio, l’attivazione a Olbia del corso professionalizzante in Tecnologie Industriali Elettriche e Aeronautiche, che rappresenta il naturale trampolino di lancio verso il successivo percorso di studi in Ingegneria navale.

Nonostante gli ostacoli strutturali esterni al sistema universitario l’università ha scelto di investire risorse proprie per decentrare la didattica senza alcun aumento di costi.

Un trend di crescita costante: l’analisi del Prorettore Putzu

I dati relativi alle immatricolazioni confermano la bontà delle scelte strategiche messe in campo negli ultimi anni. L’Università di Cagliari conta oggi oltre 27mila studenti iscritti attivi, registrando una crescita costante anno dopo anno. “L’Ateneo di Cagliari si dimostra sempre più appetibile e attrattivo”, ha osservato il Prorettore.

Un concetto ripreso e supportato dai dati storici illustrati dal Prorettore alla Didattica, Ignazio Putzu: “L’Università di Cagliari continua a crescere in modo straordinario. Se pensiamo che nel 2021 i corsi di laurea attivi erano appena 81, l’espansione che ci ha portato oggi a quota 103 dimostra quanto la nostra offerta sia stata recepita e apprezzata dalle famiglie e dagli studenti. Potenziato anche lo sviluppo della didattica a distanza per coprire in modo qualitativo uno spazio di mercato occupato dalle università private”.

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La mappa della presenza di UniCa sul territorio sardo

La capillarità dell’ateneo si traduce in un ricco ventaglio di corsi in tutta la Sardegna:

Nuoro: Sono attivi e consolidati i corsi di laurea in Infermieristica e quello in Servizio sociale e innovazione, presidi fondamentali per la formazione delle professioni sanitarie e sociali nel centro dell’isola.

Oristano: Spazio all’economia del territorio con i corsi in Management delle destinazioni e del turismo culturale e in Biotecnologie marine e degli ecosistemi acquatici.

Carbonia: Attivo il master professionalizzante in Regia e produzione di documentari, Sceneggiatura e Management per il cinema e l’audiovisivo.

Iglesias: Offerta di alta formazione con il master di secondo livello in Progettazione per la transizione sostenibile dei territori post-industriali.

Barumini: Proseguono con successo le attività dei laboratori didattici sul campo collegati al corso di laurea magistrale in Conservazione e restauro dei beni culturali, a stretto contatto con l’area archeologica di “Su Nuraxi”.

A completare questo quadro di servizi integrati vi è l’attenzione costante alla fase di transizione tra la scuola superiore e il mondo accademico. La Prorettrice per l’Orientamento, Valentina Onnis, ha ricordato come l’ateneo mantenga “sempre attiva e potenziata l’offerta di una serie di servizi gratuiti di ausilio e di preparazione dedicati ai test di ammissione e alle prove di accesso per tutti i corsi di laurea a numero programmato”.