Allarme microplastiche tra Cagliari e Quartu: la rabbia dei bagnanti per lo sversamento al Poetto
Invasione di microplastiche in mare tra Cagliari e Quartu, l’allarme e la rabbia dei bagnanti
“Complimenti a chi oggi ha deciso di sversare in mare queste perline di plastica, speriamo che prima o poi chi fa queste cose paghi”. Lo sfogo, rimbalzato rapidamente sui social network e accompagnato da immagini inequivocabili, fotografa l’ennesima ferita inferta al litorale del Poetto. La denuncia dei bagnanti e dei frequentatori abituali della spiaggia non è solo un grido di frustrazione isolato, ma il segnale di un’emergenza ecologica tangibile che questa volta ha unito, in un unico triste destino, sia il versante di Cagliari sia quello di Quartu Sant’Elena.
La sabbia dorata della spiaggia dei centomila si è svegliata punteggiata da migliaia di piccoli granuli bianchi e trasparenti. Non si tratta di sassolini levigati dal mare, né di conchiglie polverizzate, ma di microplastiche industriali, proprio tra Cagliari e Quartu. Una minaccia subdola e persistente che mette a nudo la fragilità del nostro ecosistema marino.
La comparsa simultanea delle perline di plastica lungo tutto l’arco del golfo, da Marina Piccola fino al litorale di Quartu, esclude l’ipotesi di un piccolo rilascio localizzato o accidentale da terra. Le correnti del Golfo degli Angeli hanno distribuito il materiale in modo uniforme, suggerendo uno sversamento avvenuto al largo o un malfunzionamento dei sistemi di trattamento delle acque industriali o reflue che scaricano nei canali collegati alla costa.
Non è raro che questi incidenti avvengano durante le operazioni di carico e scarico nei porti industriali o a causa della perdita di container dalle navi cargo in transito lungo le rotte del Mediterraneo. Tuttavia, risalire ai responsabili è estremamente difficile: le perline non sono marchiate e viaggiano anonimamente a tonnellate.