Cagliari e Samassi dicono addio a Franco Diana, è morto il decano dei meccanici dell’Acentro
Cagliari e Samassi si stringono nel dolore per la prematura scomparsa di Franco Diana
Cagliari e Samassi si stringono nel dolore per la prematura scomparsa di Franco Diana, volto storico dell’automobilismo sardo e decano dei meccanici della nota concessionaria Acentro.
L’uomo si è spento all’età di 63 anni, lasciando un vuoto profondo non solo tra i suoi cari, ma anche tra le centinaia di automobilisti e colleghi che nel corso dei decenni ne avevano apprezzato la straordinaria professionalità e l’indiscussa bontà d’animo.
La notizia della sua scomparsa ha iniziato a diffondersi rapidamente sin dalle prime ore del pomeriggio, suscitando profonda commozione in tutta l’area metropolitana di Cagliari e nel Medio Campidano, dove Diana era profondamente stimato.
Una vita tra i motori: il punto di riferimento di via dei Carroz
Per decenni, il nome di Franco Diana è rimasto indissolubilmente legato alle officine dell’Acentro di via dei Carroz a Cagliari. Entrato in azienda quando il settore dei motori viveva una profonda transizione tecnologica, Franco era diventato nel tempo un vero e proprio pilastro della struttura, guadagnandosi sul campo il titolo di “decano”.
Non era semplicemente un meccanico esperto: per i colleghi più giovani rappresentava un maestro da cui apprendere i segreti del mestiere, una guida sempre pronta a regalare un consiglio tecnico o una parola di incoraggiamento nei momenti di maggiore stress lavorativo. Per la clientela, invece, Franco era sinonimo di fiducia assoluta.
“Sapeva conquistare tutti con la sua dedizione”, ricorda chi ha condiviso con lui i lunghi turni in officina. “Franco non lasciava mai nulla al caso. La sua era una passione autentica, una dedizione al lavoro che oggi è sempre più raro incontrare”.
Il legame profondo tra Samassi e il capoluogo
Nato il 25 febbraio 1963, Franco Diana aveva saputo mantenere un legame fortissimo con le sue radici. Se Cagliari era diventata la sua seconda casa dal punto di vista professionale, il palcoscenico dei suoi successi lavorativi e delle sue relazioni quotidiane, Samassi rimaneva il fulcro dei suoi affetti più cari e della sua dimensione privata.
Questo asse tra il capoluogo e il centro del Campidano ha visto Franco muoversi per una vita intera con la semplicità e l’umiltà che lo hanno sempre contraddistinto. La foto scelta dai familiari per l’ultimo saluto lo ritrae così come tutti lo ricordano: uno sguardo sereno, lo sfondo della natura, un uomo solido e fiero della propria vita e del proprio percorso.
La sua scomparsa, a soli 63 anni, interrompe bruscamente una quotidianità fatta di affetti familiari e di una meritata fase della vita che avrebbe dovuto riservargli ancora molti anni di riposo e serenità.
Il dolore della famiglia e il cordoglio delle comunità
A piangere la sua scomparsa sono in primo luogo la moglie Lina e tutti i familiari, che lo hanno assistito con amore fino all’ultimo istante. Accanto a loro, l’intera comunità di Samassi e i tantissimi amici e clienti cagliaritani che in queste ore stanno inondando i social e i canali privati con messaggi di vicinanza e ricordi commossi.
La scomparsa di un lavoratore stimato come Franco Diana tocca una corda sensibile nel tessuto sociale locale: scompare una di quelle figure di riferimento che, pur operando dietro le quinte di una grande officina, stringono legami umani che vanno ben oltre il semplice rapporto professionale.
Domani l’ultimo saluto a Samassi
I funerali si terranno venerdì 10 luglio 2026, alle ore 16:30, nella parrocchia Beata Vergine di Monserrat a Samassi, il luogo dove Franco sarà riabbracciato dalla sua comunità d’origine per l’estremo saluto. La scelta della parrocchia cittadina permetterà ai tanti amici, concittadini e colleghi partiti da Cagliari di stringersi attorno alla moglie Lina e ai parenti in questo momento di profondo sconforto.
Come comunicato ufficialmente dai familiari, al termine della cerimonia religiosa la salma di Franco Diana partirà per il tempio crematorio di Cagliari, chiudendo idealmente quel cerchio che per tutta la vita ha unito il suo paese natale al capoluogo sardo.