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Comunali, affluenza in calo: a Quartu e Sestu un elettore su 4 alle urne

Giugno 7, 2026 · Paolo Rapeanu

 Comunali, nessun assalto ai seggi a Quartu e Sestu

Alle 19 l’affluenza per le elezioni dei sindaci di 148 comuni della Sardegna è arrivata al 34,59%. Nella precedente tornata elettorale, negli stessi centri, il dato si era attestato al 37,84%. 

Con lo stesso orario, ecco i dati nei principali centri del sud dell’Isola chiamati al voto: comunali a Quartu 25,40%, Sestu 26,39%.

I riflettori di questa tornata amministrativa sono puntati soprattutto sul sud della Sardegna, dove i due centri più popolosi al voto – elezioni comunali a Quartu Sant’Elena e Sestu – fanno registrare numeri che preoccupano analisti e segreterie politiche.

La corsa alla poltrona di primo cittadino, contrariamente alle aspettative della vigilia, non è riuscita ad “accendersi” e a scaldare i cuori dell’elettorato. Il primo vero bilancio ufficiale, tracciato alle ore 19:00 di domenica, certifica una flessione generalizzata che non risparmia quasi nessuna delle 148 comunità sarde chiamate a rinnovare i propri consigli comunali.

I dati dell’affluenza: il crollo del Sud Sardegna

I numeri diffusi dall’Assessorato regionale degli Enti locali non lasciano spazio a interpretazioni ottimistiche. Alle 19:00, la media dell’affluenza nell’intera Isola si è attestata al 34,59%. Il confronto con la precedente tornata elettorale negli stessi centri – quando alla stessa ora si era recato alle urne il 37,84% degli aventi diritto – evidenzia un calo netto del 3,25%.

Se il dato regionale appare tiepido, la situazione si fa decisamente più fredda nei grandi centri dell’hinterland cagliaritano, storicamente decisivi per gli equilibri politici locali:

  • Quartu: La terza città della Sardegna per popolazione fa segnare un preoccupante 25,40%. In pratica, poco più di un quartese su quattro ha deciso di esercitare il proprio diritto di voto nelle prime dodici ore di apertura dei seggi.
  • Sestu: Lo scenario non cambia di molto nel vicino comune agricolo e commerciale, dove l’affluenza si è fermata al 26,39%, confermando il trend di forte disaffezione.

C’è tempo per invertire la rotta: i seggi resteranno aperti anche sino alle ore 15:00 di lunedì 8 giugno, termine ultimo prima dell’inizio dello scrutinio. Tuttavia, il recupero si preannuncia in salita.

Quartu: la sfida a tre per la guida della terza città dell’Isola

A Quartu la partita politica è di altissimo livello e vede scontrarsi tre figure espressione di visioni profondamente diverse per il futuro della città costiera. L’obiettivo è superare la soglia del 50% per evitare il turno di ballottaggio, ma il deserto nelle urne rischia di rimescolare le carte in tavola.

Il sindaco uscente, Graziano Milia, si ripresenta alla guida di una corazzata civica trasversale e di impronta progressista. Sostenuto da ben nove liste (tra cui il Patto Democratico, Verdi e Sinistra – Ajó, Polo Civico e varie sigle autonomiste e cittadine), Milia punta sulla continuità amministrativa e sul completamento delle opere strategiche avviate nel suo ultimo mandato, forte della sua lunghissima esperienza politica.

A sfidarlo per lo schieramento di centrodestra c’è Marco Porcu. L’esponente della coalizione conservatrice unisce sotto il suo nome i simboli principali della politica nazionale e regionale: Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Riformatori Sardi e Sardegna al Centro 2020, oltre alla lista civica Futura. Porcu propone una netta svolta rispetto alla gestione precedente, scommettendo sul rilancio economico e su una maggiore sicurezza urbana.

Il terzo incomodo in questa corsa è l’imprenditore Roberto Matta, sostenuto dalla lista civica Turismo e Progresso. Matta si propone come l’alternativa ai blocchi tradizionali, mettendo al centro del suo programma lo sviluppo del litorale, la valorizzazione di Flumini e delle aree periferiche, e una gestione manageriale della macchina comunale.

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Sestu: un poker di candidati per il dopo-Secci

Non meno frammentata ed entusiasmante è la situazione a Sestu, dove i cittadini sono chiamati a scegliere l’erede della sindaca uscente Maria Paola Secci. Qui i candidati in corsa sono quattro, specchio di un dibattito locale accesissimo ma che, stando ai dati delle 19:00, non ha ancora convinto la maggioranza dei residenti.

Il centrodestra unito si presenta compatto attorno alla figura di Michele Cossa, leader storico dei Riformatori Sardi. Cossa, politico di lungo corso con una solida esperienza in Consiglio regionale, guida una coalizione formata da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Sardegna al Centro 2020 e la civica Sestu Insieme. Il suo programma punta sulla centralità di Sestu nell’area metropolitana e sul potenziamento dei servizi alle imprese.

Sul fronte opposto, il campo largo del centrosinistra si compatta sul nome di Michela Mura. Sostenuta da una coalizione che unisce il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e la lista civica RiprendiAMOci Sestu, Mura punta tutto sul rinnovamento generazionale, sulla sostenibilità ambientale, sui servizi sociali e sul rilancio delle politiche culturali per i giovani.

La competizione si arricchisce di altre due proposte civiche estranee ai poli tradizionali: Ercole Jonny Loi, sostenuto dalla lista Sestu Avanti, e Antonio Manca, alla guida dello schieramento Sestu Terra Mia. Entrambi i candidati puntano a intercettare il voto di protesta e quello dei delusi della politica partitica, concentrando l’attenzione sul decoro urbano, sull’agricoltura locale e sulla riduzione delle tasse comunali.