Santadi, svolta lampo dopo il delitto all’alba: bloccato un sospettato per l’omicidio
Omicidio a Santadi in località Barrancu Mannu: un fermato
Una svolta rapidissima scuote le indagini sul grave fatto di sangue che ha sconvolto la tranquilla comunità di Santadi, un piccolo centro del Sulcis con poco più di duemila abitanti, situato a circa sessanta chilometri da Cagliari. I carabinieri hanno ottenuto i primi, decisivi risultati a poche ore dal ritrovamento del corpo senza vita di un uomo di 35 anni, freddato nelle prime ore di questa mattina da una fucilata ravvicinata al torace. I militari dell’Arma hanno già rintracciato e condotto in caserma una persona, fortemente indiziata del delitto.
La discussione degenerata nel sangue
La tragedia si è consumata alle prime luci dell’alba di oggi, venerdì 10 luglio 2026. L’epicentro del dramma è la località campestre di Barrancu Mannu, un’area rurale isolata che si trova nella periferia del paese. Secondo le primissime indiscrezioni investigative, la vittima e il presunto assassino si trovavano sul posto insieme quando, per motivi ancora al vaglio degli inquirenti, è scoppiato un acceso diverbio.
La discussione è degenerata nel giro di pochi minuti: l’aggressore ha imbracciato un fucile e ha esploso un colpo letale che ha centrato in pieno petto il trentacinquenne, un disoccupato originario di Carbonia ma residente a Portoscuso. Subito dopo lo sparo, l’autore del reato ha fatto perdere le proprie tracce, ma l’immediata mobilitazione delle forze dell’ordine ha vanificato ogni tentativo di fuga.
L’arrivo in forze dei carabinieri e del Ris
La macchina delle indagini si è mossa con un tempismo perfetto. Sul luogo del delitto sono giunti tempestivamente i carabinieri del Comando Provinciale di Cagliari e gli uomini della Compagnia di Carbonia. I militari hanno cinturato l’intera campagna di Barrancu Mannu per preservare le tracce e hanno avviato una fitta rete di controlli e posti di blocco in tutta la zona circostante.
A dare un contributo fondamentale agli accertamenti sono arrivati anche gli specialisti del Ris di Cagliari. I tecnici del Reparto Investigazioni Scientifiche stanno passando al setaccio ogni centimetro del terreno, repertando bossoli, impronte e tracce biologiche utili a ricostruire la dinamica millimetrica dello sparo e a individuare la traiettoria balistica.
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L’interrogatorio e il mistero del movente
Al momento, l’attenzione degli investigatori si concentra all’interno delle mura della caserma dell’Arma, dove i magistrati della Procura della Repubblica di Cagliari e gli ufficiali stanno sentendo il sospettato. I carabinieri mantengono il più stretto riserbo e non confermano ancora ufficialmente il movente della lite, ma il lungo colloquio mira a cristallizzare le responsabilità e a ritrovare l’arma del delitto, che potrebbe trovarsi ancora nascosta tra la vegetazione della periferia di Santadi.
La rapidità dell’intervento e il fermo del presunto killer restituiscono un parziale senso di sicurezza a un territorio profondamente scosso da una violenza così inaspettata ed efferata.