Uta, con gli iPhone nelle celle fanno pagare le telefonate ai detenuti: la scoperta dei poliziotti
Cellulari e iPhone ultramoderni nelle celle di Uta, prestati “a pagamento” da dei detenuti ad altri reclusi per fare chiamate
Cellulari e iPhone ultramoderni nelle celle di Uta, prestati “a pagamento” da dei detenuti ad altri reclusi per fare chiamate. “Ancora una volta il personale di Polizia Penitenziaria dell’istituto di Cagliari-Uta dimostra altissime capacità operative e investigative, confermandosi presidio fondamentale di legalità all’interno delle carceri”. Lo dichiara Luca Fais, segretario nazionale per la Sardegna del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.
Grazie a una mirata attività investigativa sono stati rinvenuti tre telefoni cellulari di ultima generazione.
Nello specifico due iPhone 16 e un Motorola, completi delle rispettive schede SIM.
L’operazione, curata nei minimi dettagli ed eseguita in un orario inusuale, ha consentito di cogliere in flagranza i reali possessori dei cellulari.
Inflitto un duro colpo a un sistema illecito che tentava di operare all’interno del penitenziario.
Quale? Stando a quanto emerso, i proprietari degli telefonini li concedevano, solo dietro pagamenti ben sostanziosi, agli altri reclusi.
Sono attualmente in corso le analisi dei dati contenuti nei dispositivi sequestrati, al fine di accertare eventuali traffici illeciti e contatti esterni riconducibili al contesto detentivo.
«Si tratta dell’ennesima operazione complessa portata a termine con successo – sottolinea Fais – che testimonia l’elevato livello di professionalità, competenza e spirito di sacrificio del personale dell’istituto di Cagliari-Uta, troppo spesso lasciato solo ma capace, nonostante tutto, di stroncare attività criminali e garantire sicurezza e legalità».
Il SAPPE rinnova quindi il proprio plauso e ringraziamento a tutti gli operatori coinvolti, «che continuano a distinguersi per dedizione e capacità anche in ambito investigativo, in un contesto lavorativo sempre più complesso e gravoso».
Sull’esito dell’operazione è intervenuto il Segretario Generale del SAPPE, Donato Capece, che ha sottolineato il ruolo strategico della Polizia Penitenziaria nel sistema di sicurezza nazionale.
“L’operazione condotta dalla Polizia Penitenziaria di Uta conferma l’elevato livello di professionalità del personale, che quotidianamente svolge un ruolo decisivo nel contrasto ai traffici illeciti dentro e fuori dagli istituti penitenziari.
Naturale che ciò rappresenti “un pilastro essenziale della sicurezza del Paese, troppo spesso chiamato a operare in condizioni di forte pressione e carenza di organico”.