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Suicidio assistito, nominata la commissione a Cagliari

Luglio 6, 2026 · Cristian Melis

Asl Cagliari, commissione per il suicidio assistito: via alle nomine

La direzione generale dell’azienda sanitaria del capoluogo sardo ha avviato l’iter burocratico e operativo per la gestione delle richieste legate al fine vita. L’istituzione formale della Asl Cagliari suicidio assistito commissione recepisce i dettami della recente legge regionale numero 26 del settembre 2025 e le storiche pronunce della Corte Costituzionale. Il nuovo organismo garantirà un esame omogeneo e tempestivo delle istanze dei pazienti. Assicurando un percorso assistenziale protetto, strutturato e interamente gratuito all’interno di tutti i distretti sociosanitari di competenza.

Il quadro normativo e le origini del provvedimento

La delibera poggia le sue basi sulla riforma della sanità sarda e, in particolare, sulla legge regionale del 18 settembre 2025. Tale norma impone alle aziende sanitarie locali la creazione di un gruppo di esperti permanente per valutare la sussistenza dei rigidi criteri clinici e psicologici necessari per accedere alla procedura medica. Il provvedimento rispetta inoltre i principi cardine sanciti dalla Consulta con le sentenze numero 242 del 2019 e numero 135 del 2024, che hanno delineato i confini della legalità e dell’assistenza medica nel delicato ambito del suicidio medicalmente assistito.

I componenti del team multidisciplinare

Il vertice dell’azienda sanitaria ha individuato sei professionisti dipendenti della sanità pubblica per comporre l’organismo di controllo. La squadra di specialisti vede la partecipazione della palliativista Laura Di Giuseppe, della neurologa Giuseppina Pilia e della psichiatra Martina Pinna. Accanto a loro opereranno l’anestesista Mario Cardia, l’infermiere Luigi Giacomo Loi e la psicologa Silvia Garau. I sei componenti svolgeranno i compiti istituzionali senza percepire alcun compenso aggiuntivo o gettone di presenza. Escludendo quindi nuovi oneri finanziari a carico del bilancio pubblico della Asl numero 8.

I tempi stringenti per l’esame delle domande

Il regolamento aziendale impone scadenze temporali perentorie per assicurare la massima dignità e celerità ai malati. I componenti riceveranno la convocazione entro un termine massimo di cinque giorni dalla presentazione formale della domanda da parte del cittadino interessato. Inoltre, lo svolgimento dei compiti d’ufficio prevede l’esame immediato delle istanze che i pazienti hanno già fatto pervenire agli uffici del capoluogo sardo nei mesi scorsi. All’occorrenza, il nucleo dei valutatori potrà richiedere l’intervento e il parere di altre figure sanitarie. A partire dal medico di medicina generale che assiste abitualmente il malato.

Due mesi per definire il percorso aziendale

La delibera assegna alla commissione un termine di sessanta giorni per elaborare e predisporre lo specifico percorso procedurale aziendale. Questo protocollo normativo interno disciplinerà nel dettaglio le modalità di verifica dei requisiti. E le fasi attuative della prestazione medica e il supporto operativo da fornire ai malati e alle loro famiglie. Il testo della delibera rimarca, inoltre, il principio della totale gratuità delle prestazioni erogate. Tutelando il diritto dei pazienti a ricevere l’assistenza senza dover sostenere spese mediche o amministrativo-legali.

La trasparenza amministrativa e l’invio alla Regione

Il documento porta la firma ideale della dirigenza aziendale, guidata dal direttore generale Aldo Atzori, affiancato per le funzioni amministrative e sanitarie da Laura Balata e Alessandro Coni. L’atto esclude la presenza di conflitti di interesse o cause di incompatibilità in capo ai promotori, in linea con le norme anticorruzione della legge 190 del 2012. Gli uffici aziendali trasmetteranno copia del testo all’Assessorato Regionale dell’Igiene e Sanità per la dovuta informazione istituzionale. Disponendo parallelamente la pubblicazione del provvedimento sull’Albo Pretorio online per garantire la massima trasparenza ai cittadini.