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Cagliari, il gran maestro della massoneria: “Centrodestra nel pantano, solo Angelo Binaghi può ridargli dignità”

Maggio 19, 2026 · Paolo Rapeanu

Cagliari, il j’accuse di Gian Franco Pilloni: “Il centrodestra è nel pantano, solo Angelo Binaghi può ridare dignità alla coalizione

Duro intervento del gran maestro della massoneria cagliaritana sulla situazione politica nell’isola. L’affondo contro la classe dirigente locale: “Burocrati senza visione. Il presidente della FITP è l’unico nome spendibile e autorevole, ma accetterebbe mai questo sistema?”.

Il dibattito politico in vista delle prossime scadenze elettorali in Sardegna si accende improvvisamente, e lo fa attraverso una riflessione destinata a far discutere i palazzi del potere cagliaritano. A scuotere le acque all’interno del centrodestra sardo è un intervento senza filtri di Gian Franco Pilloni. Il Gran Maestro della massoneria di Cagliari leader dell’Umsoi traccia un bilancio impietoso dell’attuale classe dirigente della coalizione, individuando una sola figura capace di invertire la rotta: Angelo Binaghi, attuale presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel.

L’affondo contro la politica regionale: “Livello precipitato”

L’analisi di Pilloni parte da una constatazione netta e priva di sconti sulla realtà politica contemporanea dell’isola. Secondo il Gran Maestro, all’interno dello schieramento di centrodestra si registrerebbe una totale assenza di figure di spicco capaci di interpretare il ruolo di guida per la Regione.

“Piaccia oppure no, oggi in Sardegna la realtà è sotto gli occhi di tutti: nel centrodestra non esiste un candidato che abbia spessore, autorevolezza, carisma e credibilità tali da poter essere presentato ai Sardi come futuro governatore”, esordisce Pilloni. Un declino che l’esponente definisce “imbarazzante”, sottolineando come molti dei rappresentanti odierni si siano trasformati in “piccoli burocrati della politica, gnomi senza visione, senza peso specifico, senza storia personale e professionale degna di nota”.

Le critiche colpiscono direttamente l’operato e lo spessore dei consiglieri regionali, descritti come figure distanti dalle dinamiche del mondo del lavoro reale e incapaci di dare risposte concrete a una terra definita “martoriata da incapacità, improvvisazione e mediocrità”.

L’opzione Binaghi: il profilo manageriale per la Sardegna

In questo panorama di forte incertezza e frammentazione, la proposta di Pilloni si concentra su un nome esterno ai tradizionali circuiti dei partiti sardi. La figura individuata è quella di Angelo Binaghi, manager sportivo che ha legato il suo nome ai grandi successi internazionali del tennis italiano.

“In questo scenario desolante emerge un solo nome che possa realmente dare prestigio, credibilità e lustro al centrodestra sardo: Angelo Binaghi”, dichiara Pilloni, mettendone in luce le capacità organizzative e la leadership dimostrata sul campo. A differenza del politico di professione, cresciuto nelle segreterie di partito, il profilo di Binaghi viene esaltato per la sua capacità di guidare strutture complesse e ottenere risultati tangibili: “Un uomo che nella vita ha costruito qualcosa di concreto, che ha dato prestigio al tennis italiano nel mondo e sa assumersi responsabilità”.

Il dilemma del candidato: la politica respinge i migliori?

Il vero nodo politico sollevato dall’intervento, tuttavia, riguarda la reale fattibilità di uno scenario di questo tipo. Pilloni solleva un interrogativo cruciale sul rapporto tra le eccellenze della società civile e l’attuale sistema dei partiti in Sardegna.

Il dubbio centrale resta legato alla disponibilità di figure di alto profilo a confrontarsi con le logiche della politica locale, spesso caratterizzata da conflitti interni e logiche di posizionamento: “Una persona seria e rispettabile come Angelo Binaghi avrebbe davvero voglia di mischiarsi nel pantano della politica regionale? Avrebbe interesse a sedersi accanto a certi personaggi di basso cabotaggio che hanno ridotto la coalizione a un’eterna guerra tra correnti e poltrone?”.

Secondo il Gran Maestro cagliaritano, il rischio reale è che il sistema tenda a isolare le personalità più capaci. Il nome di Binaghi rimarrebbe dunque l’unico autorevole proprio per la sua totale estraneità a un meccanismo politico percepito ormai come logoro e privo di consenso tra i cittadini.