Cagliari, ladri scatenati a Marina e Stampace: saccheggiati ristoranti, paninoteche e gelaterie
Ladri scatenati a Cagliari tra Marina e Stampace
Una lunga scia di “spaccate” notturne torna a colpire il cuore della movida di Cagliari. Marina e Stampace, rioni simbolo della movida cagliaritana ma rimasti fuori dalla cosiddetta “zona rossa”, fanno i conti con una nuova ondata di furti ai danni di attività commerciali.
Nel mirino dei delinquenti ristoranti, paninoteche, locali etnici e gelaterie, presi di mira uno dopo l’altro con modalità ormai collaudate.
Vetrine infrante e casse svuotate
I colpi vengono messi a segno nelle ore notturne: vetrine sfondate con pietre o tombini, porte forzate e pochi minuti all’interno per arraffare contanti, alcolici e, in alcuni casi, generi alimentari.
I danni materiali superano spesso il bottino, lasciando i titolari a fare i conti con serrande divelte e costose riparazioni.
I quartieri della movida fuori dalla “zona rossa”
Marina e Stampace, nonostante l’elevata presenza di locali e il costante afflusso di persone nei fine settimana, restano esclusi dalle aree sottoposte a maggiori controlli.
Una condizione che, secondo i commercianti, favorirebbe l’azione dei ladri, consapevoli di poter colpire con relativa facilità e scarse possibilità di essere intercettati.
L’elenco dei locali colpiti Tra le attività finite nel mirino figurano Su Cumbidu, Sa Schironada, Vicinato Alimentare, Cremoso, Motivi, Fat Joe e Manduca. Un elenco che racconta una situazione diffusa e trasversale, senza distinzione tra tipologie di esercizio.
La rabbia dei commercianti
I commercianti, tutti uniti, chiedono maggiore presenza delle forze dell’ordine e interventi strutturali sulla sicurezza. E lo fanno capeggiati da Marco Milia, presidente del consorzio dei commercianti Strada Facendo e membro del consorzio dei negozianti del centro storico: “La situazione ormai è grave, abbiamo già chiesto un incontro al prefetto e , presto sarà calendarizzato”, annuncia Milia. “Non è più tollerabile una certa situazione di abbandono e insicurezza urbana. Ne va del futuro di famiglie, imprese e lavoratori. Ormai abbiamo paura”.