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Cagliari, prima raccolta firme contro nuove piste ciclabili: “Basta strade ristrette e commercio in ginocchio”

Giugno 21, 2026 · Paolo Rapeanu

Una raccolta firme per boccare le nuove piste ciclabili a Cagliari. La gestione della mobilità urbana si conferma uno dei terreni di scontro più accesi e divisivi della politica locale. Al centro del dibattito, questa volta, finisce la massiccia pianificazione delle piste ciclabili, un tema che unisce (e separa) l’idealismo ecologista e la realtà quotidiana di migliaia di residenti e lavoratori. A farsi promotore di una protesta strutturata è il consigliere comunale Giuseppe Farris, leader della lista civica CiviCA 2024, che ha ufficialmente lanciato una raccolta firme popolare per chiedere un freno immediato alla realizzazione di nuovi percorsi ciclabili in città.

L’iniziativa, che sta già raccogliendo un forte consenso tra i cittadini esasperati dal traffico e dalle crescenti difficoltà logistiche, punta a portare in Consiglio comunale una mozione chiara e perentoria: sospendere ogni nuovo cantiere e progetto fino a quando l’amministrazione non sarà in grado di esibire studi d’impatto indipendenti, capaci di dimostrare la reale utilità e la sostenibilità economica e sociale delle opere.

Raccolta firme contro nuove piste ciclabili a Cagliari, l’atto d’accusa: “Una rivoluzione che penalizza la vita reale”

L’appello lanciato da Giuseppe Farris non usa giri di parole e fotografa una situazione urbana che, secondo l’esponente di CiviCA 2024, ha ormai superato il livello di guardia. Negli ultimi anni, la transizione verso la cosiddetta mobilità green si è tradotta, nei fatti, in una serie di interventi strutturali che hanno modificato profondamente la fisionomia delle principali arterie cittadine.

“In questi anni abbiamo assistito a una vera e propria rivoluzione della mobilità, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti: carreggiate ristrette, migliaia di parcheggi eliminati dall’oggi al domani e un traffico veicolare sempre più congestionato”, attacca Farris nel testo che accompagna la petizione.

Secondo il consigliere, gli effetti collaterali di questa politica della mobilità si starebbero rivelando paradossalmente opposti agli obiettivi ambientali dichiarati dalle giunte progressiste. Le lunghe code di auto intrappolate in imbuti stradali artificiali provocano, infatti, un aumento esponenziale delle polveri sottili, danneggiando l’aria che i cittadini respirano. A subire i rallentamenti non sono solo i mezzi privati, ma anche il trasporto pubblico locale: gli autobus, privati di spazi di manovra fluidi, restano imbottigliati nel traffico, rendendo il servizio meno efficiente per l’utenza.

Un capitolo a parte, ma non meno drammatico, riguarda il tessuto economico locale. Le attività commerciali di vicinato, già provate dalla concorrenza della grande distribuzione e del commercio online, denunciano da mesi un crollo dei fatturati legato alle crescenti difficoltà di accesso per i clienti, privati della possibilità di sostare anche solo per pochi minuti nei pressi dei negozi.

Il fattore urbanistico: “Non tutte le città sono uguali”

Uno dei punti cardine della tesi di CiviCA 2024 risiede nella specificità del territorio. L’errore metodologico della politica attuale, secondo Farris, è l’applicazione cieca di modelli nordeuropei o di altre realtà metropolitane a un contesto urbano che possiede caratteristiche morfologiche, storiche e geografiche del tutto differenti.

Non tutte le città si prestano a essere percorse interamente in bicicletta, specialmente quando la rete dei trasporti alternativi non è ancora strutturata o quando la conformazione stessa del territorio rende il mezzo a due ruote impraticabile per la maggior parte della popolazione: su tutti lavoratori, famiglie e anziani.

La mozione in Consiglio: richiesta di trasparenza e dati scientifici

La petizione popolare non vuole essere una semplice protesta di piazza, ma uno strumento di pressione democratica e istituzionale. Il testo firmato dai cittadini servirà infatti a sostenere la mozione ufficiale che il consigliere Farris depositerà in Consiglio comunale.

La richiesta contenuta nell’atto ispettivo è chiara: l’immediato congelamento e la sospensione dei nuovi progetti di piste ciclabili in fase di programmazione. Tale stop rimarrà in vigore fino a quando non saranno redatti e resi pubblici degli studi indipendenti sul loro reale impatto urbanistico, viario e ambientale.

L’obbiettivo è scardinare quello che l’opposizione definisce come un “dogma intoccabile”, imponendo un approccio basato sui dati reali e non sulle linee guida astratte. Prima di spendere fondi pubblici e sacrificare ulteriormente la viabilità ordinaria, l’amministrazione dovrà dimostrare con i numeri quanti ciclisti usufruiscono realmente dei nuovi tracciati e quali siano i reali benefici per la collettività, rapportati ai disagi causati.

L’appello ai cittadini: “Facciamo sentire la nostra voce”

L’iniziativa si trova ora nella sua fase cruciale: la misurazione del consenso popolare. Giuseppe Farris ha deciso di rivolgersi direttamente alla cittadinanza prima di depositare formalmente il documento in aula, cercando una legittimazione di massa che costringa la maggioranza a non liquidare la mozione come una semplice schermaglia di partito. “Prima di depositare la mozione in Consiglio, voglio sapere una cosa fondamentale: quanti cittadini condividono questa richiesta? Quante persone sono stanche di subire decisioni calate dall’alto che complicano la vita quotidiana? Se anche tu pensi che prima di continuare con questa politica servano dati certi, massima trasparenza e, soprattutto, tanto buon senso, ti invito a firmare la petizione al link dedicato”, visibile nella pagina Fb pubblica di Giuseppe Farris.

La raccolta firme, attiva online, punta a superare quota migliaia di sottoscrizioni in pochi giorni. La palla passa ora ai residenti, chiamati a decidere se avallare la prosecuzione della rivoluzione ciclabile o se pretendere, insieme a CiviCA 2024, una brusca frenata alla realizzazione di nuovi percorsi.