Cagliari, Sant’Efisio viaggia sulle spalle di un’intera regione: festa di colori e tradizione
Sant’Efisio da Cagliari unisce la Sardegna nel pellegrinaggio numero 370
Non è solo una processione, né soltanto una manifestazione di folklore. È il battito cardiaco di un’intera Isola che, puntuale come ogni primo maggio da oltre tre secoli e mezzo, si ritrova a camminare dietro un simulacro per sciogliere un voto antico di secoli. La festa di Sant’Efisio, giunta alla sua 370esima edizione, ha trasformato ancora una volta Cagliari nel centro gravitazionale della Sardegna, in un’esplosione di devozione, colori e identità che non sembra conoscere l’usura del tempo.
Il trionfo della tradizione in via Roma
Fin dalle prime luci dell’alba, il quartiere storico di Stampace è diventato un formicaio di emozioni. Tra le mura della chiesetta dedicata al martire guerriero, l’aria si è fatta densa di incenso e attesa. Ma è nel cuore pulsante della città, lungo la via Roma agghindata a festa e ricoperta dal tappeto profumato de sa ramadura (petali di rose e essenze mediterranee), che si è consumato il rito collettivo.
Gli spalti, gremiti in ogni ordine di posto, hanno offerto un colpo d’occhio straordinario: migliaia di turisti e fedeli hanno assistito al passaggio delle traccas, i carri addobbati trainati dai buoi, seguiti dai gruppi in costume provenienti da ogni angolo della regione. Un mosaico di broccati, orbace e gioielli in filigrana che racconta la storia profonda di una terra che non dimentica le proprie radici.
Il passaggio di testimone: il Toson d’Oro
Un momento di profonda solennità istituzionale ha segnato l’avvio del pellegrinaggio. Il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, ha proceduto alla consegna formale del Toson d’Oro a Giovanni Porrà, l’Alter Nos di quest’anno. La prestigiosa onorificenza, che rappresenta il potere municipale delegato alla guida della festa, sancisce il legame indissolubile tra la municipalità e il culto del Santo.