Cagliari, scontro sul nuovo viale Merello: ricorso dei residenti contro il progetto milionario
Nuovo viale Merello a Cagliari, i residenti pronti alla battaglia contro il piano del Comune
Un investimento da oltre 12 milioni, quello del nuovo viale Merello a Cagliari, pensato per cambiare radicalmente il volto di una delle arterie storiche e più eleganti di Cagliari, si trasforma in una rovente e complessa battaglia giudiziaria.
I residenti e i proprietari di immobili di viale Merello hanno infatti depositato un corposo ricorso straordinario al presidente della Repubblica, con istanza di sospensiva al Consiglio di Stato, per richiedere l’annullamento immediato della deliberazione della Giunta comunale numero 31 del 19 febbraio 2026.
Tale provvedimento ha approvato il Progetto di fattibilità tecnica ed economica relativo alla riqualificazione funzionale della via, dando il via alla conseguente procedura di gara europea gestita tramite accordo quadro.
L’azione legale, promossa dai cittadini attraverso lo studio legale associato Ballero, dà voce a centinaia di famiglie e oltre mille persone.
Sono tutte direttamente interessate a tutelare l’assetto del vecchio e nuovo viale Merello a Cagliari.
La contestazione è: denuncia di presunte violazioni, carenze progettuali e assenza di istruttoria che valuti le opere sulla vita dei residenti.
Il principale nodo giuridico sollevato dai legali si focalizza su un utilizzo ritenuto distorto dello strumento dell’appalto integrato.
Il Comune ha fatto bando per 12 milioni, circa 9,5 di fondi europei, basandosi su un piano progettuale definito nel ricorso mero schema di massima.
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Secondo i ricorrenti, l’amministrazione ha illegittimamente demandato all’impresa aggiudicataria non solo la stesura della progettazione esecutiva, ma la definizione stessa del progetto definitivo. Gli stessi elaborati del Comune ammettono che elementi cardine come il dimensionamento definitivo degli impianti, le indagini geologiche integrative e la mappatura delle interferenze con i sottoservizi tramite georadar ci saranno dopo la chiusura della gara d’appalto.
I legali evidenziano come un progetto che rinvia la determinazione dei suoi elementi strutturali non sia validabile o cantierabile.
Inoltre, altererebbe pesantemente la par condicio tra concorrenti della gara europea.
Un secondo fronte di scontro estremamente delicato riguarda la tutela dei vincoli in un’area dall’altissimo valore storico, culturale e monumentale.
Viale Merello costeggia Orto botanico, Villa Satta, Villa Devoto e Convento dei cappuccini, ed è storicamente esposto a rischi idrogeologici e archeologici.
Su questo punto, il ricorso evidenzia una clamorosa inversione procedimentale che assume il valore di una vera e propria prova confessoria ricavabile dagli atti.
Sia l’Ufficio Tutela del Paesaggio del Comune sia la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio hanno rilasciato pareri esplicitamente qualificati come provvisori o preliminari.
La Soprintendenza si è espressamente riservata di formulare il proprio parere vincolante definitivo solo sui dettagli che verranno sviluppati in futuro nell’esecutivo.
L‘eventuale ok finale? Dopo aver valutato finiture, arredi stradali, fasce di verde e illuminazione pubblica.
Per legge, l’autorizzazione paesaggistica va acquisita in via definitiva prima dell’indizione della gara, poiché l’incertezza espone il progetto al rischio del blocco dei cantieri post-gara.
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Secondo il ricorso presentato, al di là dei pesanti vizi di legittimità formale, l’impatto pratico sul viale è l’elemento che ha scatenato la protesta della cittadinanza.
Le planimetrie allegate prevedono un drastico taglio dei parcheggi auto esistenti, da 105 a soli 74 stalli, con una riduzione netta del 43%.
L’azione legale contesta un difetto assoluto di istruttoria, poiché l’amministrazione comunale ha stabilito questa drastica riduzione senza predisporre un’analisi della domanda di sosta.
E, ancora, senza studiare soluzioni alternative per i residenti e senza un piano compensativo volto a garantire la sopravvivenza del tessuto commerciale della zona.
Il documento depositato al Consiglio di Stato scende inoltre nei dettagli tecnici di numerose altre criticità ambientali e ingegneristiche non governate dal Comune.
Manca uno studio specifico sul bilancio arboreo e sulla gestione delle grandi radici degli alberi storici che interferiscono con le fondamenta delle abitazioni.
Parallelamente, non è integrato un piano di rifacimento organico delle sottostanti reti fognarie e idriche, notoriamente vecchie e soggette a perdite repentine.
Intervenire sulla pavimentazione superficiale senza risanare le condotte sotterranee significherebbe esporsi al paradosso di dover smantellare l’asfalto nuovo dopo pochi mesi, dissipando denaro pubblico.
A tutto ciò si aggiungono la totale assenza di simulazioni trasportistiche sui flussi di traffico diretti verso piazza d’Armi, il mancato monitoraggio del ristagno dei gas di scarico causato dall’effetto tunnel delle imponenti chiome arboree, e la pericolosa omissione di indagini preventive nel sottosuolo, un’area classificata dal Puc a rischio per la presenza di cavità sotterranee e gallerie storiche che potrebbero cedere sotto il peso dei mezzi pesanti di cantiere.
In virtù del fatto che la procedura amministrativa è in fase avanzata e la presentazione delle offerte si è già conclusa, i ricorrenti “hanno formulato un’istanza di sospensione cautelare d’urgenza”.
L’obbiettivo immediato è “congelare l’efficacia della delibera municipale e fermare l’imminente aggiudicazione dell’appalto prima della stipula dei contratti con l’impresa, scongiurando l’avvio al buio di cantieri che potrebbero arrecare danni irreversibili e permanenti all’inestimabile patrimonio storico, ambientale e sociale di viale Merello”.