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Cagliari, il flop del nuovo Viale Trieste: affari a picco e malamovida

VIDEO- La strada ristretta ha fatto fuggire tanti negozianti e, in parallelo, attirato gruppi di sbandati

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Cagliari, il flop del nuovo Viale Trieste: negozi in fuga e notti di degrado

Cagliari, il flop del nuovo Viale Trieste: negozi in fuga e notti di degrado. Doveva essere il simbolo di una riqualificazione urbana capace di rilanciare commercio e vivibilità, ma il nuovo volto di Viale Trieste si sta trasformando, secondo residenti e commercianti, in un caso emblematico di progetto fallito. Strada ristretta, meno parcheggi, minore accessibilità: il risultato è sotto gli occhi di tutti, con serrande abbassate e attività storiche che hanno deciso di lasciare.

Alla crisi economica si affianca però un fenomeno ancora più difficile da gestire: il peggioramento della qualità della vita nelle ore notturne. In particolare, il cosiddetto “giovedì universitario” è diventato, per chi vive nella zona, sinonimo di degrado e notti insonni.

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Una residente, che preferisce restare anonima, racconta una situazione ormai fuori controllo: “Ogni giovedì notte siamo costretti a subire urla, bottiglie rotte e litigi che vanno avanti fino alle 4 del mattino”. Il punto critico sarebbe la presenza di un locale specifico, indicato come polo di attrazione della movida. “Non capiamo come sia possibile autorizzare una discoteca in pieno centro, a meno di cento metri dalle abitazioni”, aggiunge.

Le segnalazioni alle istituzioni, assicura la cittadina, non sono mancate. “Abbiamo inviato più volte Pec alla polizia Municipale e al Comune, chiedendo interventi concreti. Chiamiamo regolarmente le volanti, che fanno il possibile, ma la situazione non cambia”. Il problema, sottolinea, non si limita a una singola notte: “Le serate iniziano il giovedì e vanno avanti fino al sabato. Per tre notti consecutive viviamo così”.

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Al disagio acustico si aggiunge quello legato al decoro urbano. “La mattina troviamo serrande, portoni e persino le ruote delle auto imbrattate di vomito”, denuncia. Un quadro che contribuisce a scoraggiare ulteriormente la presenza di attività commerciali e a peggiorare la percezione di sicurezza.

Il consiglio, spesso rivolto ai residenti, di installare doppi vetri non appare risolutivo: “Li abbiamo già, ma non basta”, replica la testimone. Intanto, video e segnalazioni continuano ad accumularsi, senza che – a detta di chi vive il quartiere – si intravedano soluzioni strutturali.

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La vicenda di viale Trieste apre così un interrogativo più ampio sulle politiche urbane e sulla gestione della movida: come conciliare le esigenze di svago con il diritto al riposo e alla sicurezza? Per ora, la risposta sembra mancare, mentre una delle arterie storiche della città rischia di scivolare sempre di più nel degrado.

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