Cagliari, l’attacco alla moschea scuote la città: Sardos Pro Israele condanna l’attentato
Incendio alla moschea di Cagliari: la condanna di Chenabura
Un gravissimo atto di violenza scuote nel profondo la comunità di Cagliari e accende i riflettori sul tema della sicurezza e della convivenza democratica. Un rogo di chiara matrice dolosa ha colpito la moschea locale, un luogo di preghiera e di ritrovo per centinaia di fedeli musulmani che vivono nel capoluogo sardo. Il vile gesto ha suscitato un’immediata ondata di indignazione e reazioni durissime da parte del mondo politico, sociale e religioso dell’intera Sardegna. Tra le prese di posizione più nette e significative spicca quella dell’Associazione Chenàbura Sardos Pro Israele, che ha voluto manifestare la propria totale vicinanza alle vittime di questo vile reato.
L’incendio moschea Cagliari condanna Chenabura in modo inequivocabile, posizionando l’organizzazione guidata dal presidente Mario Carboni in prima linea nella difesa dei valori costituzionali e democratici. Attraverso un comunicato ufficiale, i rappresentanti del sodalizio hanno espresso parole di fuoco contro gli autori dell’attentato. Definendo l’azione come un insulto diretto non solo a una specifica comunità. Ma a tutti i cittadini cagliaritani che credono nel rispetto reciproco e nella pace sociale.
La ferma presa di posizione del presidente Mario Carboni
L’Associazione Chenàbura Sardos Pro Israele esprime la propria più ferma e incondizionata condanna per il grave episodio che ha colpito la comunità musulmana di Cagliari. I vertici del gruppo considerano l’incendio doloso della moschea un atto vile, inaccettabile e contrario a ogni principio di convivenza civile. Carboni e i suoi collaboratori condannano con fermezza questo crimine, sottolineando un concetto fondamentale per la stabilità democratica. Nessun luogo di culto deve mai diventare bersaglio di violenza.
L’associazione intende ribadire con assoluta chiarezza un principio non negoziabile che guida da sempre le sue attività sul territorio. La condanna assoluta verso ogni forma di violenza, senza alcuna eccezione e senza attenuanti ideologiche di alcun tipo. Gli esponenti di Chenàbura specificano che l’attacco verso una moschea, una sinagoga, una chiesa, un centro culturale o qualsiasi altro spazio comune rappresenta sempre un assalto diretto alla convivenza pacifica e allo Stato di diritto.
La difesa della Costituzione e della libertà di culto
La nota diffusa dall’ufficio di presidenza di via Alberto Lamarmora mette al centro il tema dei diritti fondamentali della persona. La libertà di culto costituisce infatti un pilastro essenziale della nostra democrazia, oltre che un diritto sacro che la stessa Costituzione italiana garantisce a tutti i residenti. Questa prerogativa permette a ogni singola persona di professare la propria fede e di praticarla liberamente. Purché l’azione avvenga nel pieno rispetto delle leggi della Repubblica Italiana.
Chi commette atti di violenza contro i luoghi di culto offende gravemente non solo le vittime immediate del gesto, ma l’intera società civile. La dirigenza di Chenàbura non accetta alcuna giustificazione né contestualizzazione per la violenza razzista o politica. Tali derive ideologiche richiedono una condanna universale, forte e senza tentennamenti. Come ogni altra forma di criminalità basata sull’intolleranza, le autorità e i cittadini devono fermare questa deriva xenofoba con la massima decisione.
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Un impegno costante per il dialogo e la conoscenza reciproca
L’attività quotidiana dell’Associazione Chenàbura Sardos Pro Israele si concentra da anni proprio sulla promozione del dialogo, sulla conoscenza reciproca e sulla lotta senza quartiere contro ogni forma di antisemitismo, razzismo e intolleranza sociale. Per questa ragione, il sodalizio ritiene che nessuna divergenza politica, culturale o religiosa possa mai giustificare comportamenti criminali che alimentino l’odio e la divisione tra le diverse comunità che popolano Cagliari.
I contatti istituzionali forniti dal presidente Mario Carboni (con sedi in Vico III dei Genovesi e via Lamarmora, email chenabura@gmail.com e president@chenabura.it) restano aperti per chiunque voglia costruire percorsi di pace. Il rispetto delle fedi rappresenta l’unica strada percorribile per garantire un futuro sereno alla Sardegna e per isolare i violenti che cercano di incendiare il tessuto sociale della città.