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Uova e colombe “salate” anche a Cagliari, prezzi non per tutti: rialzi sino al 10%

Marzo 17, 2026 · Paolo Rapeanu

Pasqua 2026, rincari anche a Cagliari e in Sardegna: uova di cioccolato fino al +10%, colombe +3

Anche in Sardegna, e in particolare a Cagliari, la Pasqua 2026 si preannuncia più cara per i consumatori. Secondo l’analisi del Codacons, i prezzi dei dolci tipici pasquali registrano nuovi aumenti, seppur più contenuti rispetto agli anni precedenti.

Nei supermercati e nei negozi alimentari del territorio, al netto di offerte e promozioni, i rincari delle uova di cioccolato variano dal +6% a +10%.

Un trend che si riflette anche sugli scaffali della grande distribuzione sarda, dove il prezzo al chilo delle uova industriali può superare i 77 euro.

A seconda di dimensioni e brand, a Cagliari e nel resto della Sardegna un uovo di Pasqua può costare tra i 7 e i 22 euro nella distribuzione commerciale.

Per i prodotti artigianali, invece, i prezzi medi si attestano tra i 30 e i 40 euro, 100 per uova gourmet.

Più contenuti gli aumenti per le colombe pasquali: il Codacons segnala rincari attorno al +3% rispetto al 2025. In Sardegna, i prezzi delle colombe classiche industriali oscillano tra i 5,40 e i 15,90 euro, mentre per quelle farcite si sale a una fascia compresa tra gli 8,50 e i 19,90 euro.

Pasqua meno dolce per i portafogli di chi vive a Cagliari, tra uova e colombe

Un mercato, quello dei dolci pasquali, che in Italia vale complessivamente oltre 600 milioni di euro l’anno e che coinvolge in modo significativo anche i consumi delle famiglie sarde.

A pesare sui prezzi è una situazione ancora complessa legata alle materie prime. Nonostante il netto calo delle quotazioni del cacao – oggi attorno ai 3300 dollari a tonnellata – i listini al dettaglio sono diversi.

Il motivo, spiega il Codacons, è che i prodotti attualmente in vendita sugli scaffali di Cagliari e della Sardegna sono stati realizzati con cacao acquistato quando i prezzi erano molto più elevati. Le aziende stanno quindi ancora smaltendo le scorte acquistate durante la fase di massima tensione dei mercati.

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Di conseguenza, nonostante il crollo delle quotazioni della materia prima, per i consumatori sardi non si registrano ribassi.

La Pasqua resta dunque più cara, anche se con rincari meno pesanti rispetto al recente passato.