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Tari da infarto a Cagliari, sesta città metropolitana in Italia: salasso di 412 euro

Resta ancora alta l'odiosa tassa sui rifiuti, proiettando il capoluogo sardo ai primi posti nazionali. Magra consolazione: leggero calo nell'ultimo anno

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Tari ancora altissima nella città metropolitana di Cagliari

Cagliari al sesto posto in Italia tra le città metropolitane con la Tari più alta: per la tassa sui rifiuti si pagano 412 euro. È quanto segnalato dallo studio svolto dal Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali, Immigrazione della Uil.


 La buona notizia per i contribuenti è che almeno, rispetto al 2024, per Cagliari città si è registrato un decremento dell’8,36%, da 450 a 412 euro.

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Una discesa che fa certamente piacere ai portafogli dei cittadini cagliaritani ma che, alla fine, non produce certo tanti sorrisi.

L’importo di 412 euro è infatti “medio”, il che significa che ci sono anche casi di bollette più alte, in una città ancora troppo sporca.

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LEGGI ANCHE: Cagliari, la legnata della Tari: “La tassa aumenta del 30% in due anni”

L’analisi sulla Tari, anche a Cagliari ancora troppo elevata

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“Una tassa concepita per coprire i costi di raccolta e smaltimento – ha commentato il segretario confederale Uil, Santo Biondo – si è trasformata in un prelievo, sempre più gravoso, scollegato dal principio di equità fiscale e dai livelli reali di servizio offerti. In particolare – ha continuato Biondo – le forti differenze tariffarie tra territori sono il risultato di scelte politiche sbagliate e di un sistema di gestione dei rifiuti frammentato e diseguale”.

“Ad esempio, in molte aree, come il Mezzogiorno ma non solo, la cronica carenza di impianti ditrattamento e riciclo costringe i Comuni a trasferire i rifiuti fuori territorio, generando extracosti nelle bollette di famiglie e imprese. In questo contesto, il Pnrr poteva essere un’occasione storica, ma lo stato di attuazione delle misure è ancora disomogeneo e, in molti casi, preoccupantemente lento”.

“In tali condizioni, nessuna riforma tariffaria potrà produrre effetti reali sulla riduzione della Tari. Anche strumenti potenzialmente equi come la Tarip, ispirata al principio ‘chi inquina paga’, rischiano di trasformarsi solo in un ulteriore aggravio per i cittadini”.

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