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Il vicino eroe che ha salvato la moschea di Cagliari: “Ho preso la pompa e ho spento le fiamme”

Giugno 11, 2026 · Cristian Melis

Attacco alla moschea

Testimonianze sul rogo della mosche a Cagliari: parla il vicino eroe

Poche ore dopo il misterioso incendio doloso nel cuore del quartiere Marina, i residenti rompono il silenzio e rivelano i dettagli di una notte di puro terrore. Le prime testimonianze del rogo della moschea di Cagliari svelano una verità drammatica: solo il coraggio eccezionale di un abitante della zona ha evitato una strage. Roberto Mamia, che risiede nell’ingresso esattamente a fianco al luogo di culto musulmano, descrive così quei concitati momenti: “Erano le quattro del mattino e una vicina mi ha svegliato di colpo, urlando. Ho capito subito il pericolo enorme, sono sceso rapidamente in strada con una pompa dell’acqua e ho spento le fiamme prima che divorassero l’intero palazzo”.

Il tempestivo intervento dell’uomo ha bloccato il disastro. I piromani hanno utilizzato benzina per incendiare le fioriere di plastica, mentre il forte vento di maestrale della notte ha spinto rapidamente il fuoco verso i portoni storici delle case, annerendo le facciate.

La rabbia delle donne della Marina: “Non è la bravata di alcuni ragazzini”

La mattina ha mostrato ai cittadini i segni evidenti del raid notturno, scatenando reazioni di profonda indignazione tra chi vive il centro storico quotidianamente. “Non parliamo assolutamente della bravata di alcuni ragazzini, questo è un attacco mirato e infame”, dichiara con fermezza una giovane che indossa una maglia della Palestina, visibilmente scossa davanti ai vasi carbonizzati.

Poco più in là, una madre esprime tutto il proprio risentimento mentre osserva le pareti annerite dal fumo acre: “Sono venuta qui stamattina presto per fare una normale visita a mia figlia e purtroppo ho trovato questo scenario desolante”. Una vicina di casa aggiunge un ulteriore tassello, confermando come i malviventi abbiano agito nel massimo silenzio: “Io mi sono svegliata e quando sono scesa per buttare l’immondizia ho scoperto il disastro. Purtroppo non ho avvertito nessun rumore sospetto durante le ore notturne”.

L’operatore umanitario Pintor: “I razzisti hanno già perso”

Tra le voci più autorevoli che condannano l’azione spicca quella di Aldo Pintor, noto operatore umanitario da anni impegnato nel tessuto sociale del capoluogo sardo. Pintor analizza l’accaduto con una profonda riflessione sulla realtà cittadina: “Questo episodio ferisce una comunità che costruisce giorno dopo giorno una convivenza bellissima, un percorso che portiamo avanti soprattutto grazie ai bambini. Vecchi e nuovi cagliaritani hanno figli che frequentano le stesse aule scolastiche, condividono le medesime attività sportive o ricreative e giocano insieme nelle piazze”.

L’operatore umanitario non nasconde i forti sospetti sulle modalità dolose dell’attacco, ma lancia un messaggio di speranza e totale chiusura verso l’intolleranza. “L’Islam ormai fa parte integrante della città di Cagliari, che nel complesso ha accolto questa realtà con grande maturità. Tutti conoscono l’Imam nel quartiere, lo chiamiamo amichevolmente Maurizio e lui mantiene ottimi rapporti con l’intera popolazione. Non sarà un gesto sconsiderato e criminale a fermare la nostra storia. I razzisti hanno già perso, se ne facciano una ragione: basta guardare il futuro nei gesti dei nostri figli”, conclude Pintor.