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Scontri a Cagliari, Zedda: “Liberi di manifestare dal ’45, se avessero vinto loro saremmo nei lager”

Novembre 3, 2025 · Cristian Melis

Massimo Zedda

Il sindaco di Cagliari Zedda e il sindacato UGL si scontrano dopo i disordini di sabato scorso durante i cortei degli Antifascisti e del Blocco studentesco

Dopo le tensioni di sabato tra il corteo antifascista e la manifestazione del Blocco Studentesco, si accende lo scontro politico. La Segreteria UGL di Cagliari ha espresso un duro giudizio nei confronti del sindaco Massimo Zedda, della CGIL e dell’ANPI, accusandoli di aver preso parte a un corteo “non autorizzato” e di aver “incitato alla violenza contro i ragazzi del Blocco Studentesco”.

In una nota, l’UGL afferma che “questi ultimi, in totale legalità, si sono mobilitati per esprimere democraticamente le proprie opinioni riguardo all’immigrazione illegale”. Il sindacato condanna “con fermezza l’istigazione alla violenza da parte delle istituzioni locali e dei sindacati, che hanno trasformato una manifestazione di cittadini in un terreno di scontro e tensione”.
Secondo la Segreteria, “è inaccettabile definire fascisti dei giovani che, pacificamente e nel rispetto delle leggi, hanno voluto far sentire la loro voce”.

UGL: “Zedda e la CGIL alimentano odio e divisione”

Il comunicato della UGL prosegue con toni duri, accusando il sindaco e i sindacati di “ignoranza e miopia politica”. “La loro posizione estrema rappresenta un pericolo per la sicurezza dei cittadini e per la democrazia”, si legge nella nota.
Il sindacato invita a “vigilare affinché la libertà di espressione sia garantita a tutti, indipendentemente dalle posizioni politiche” e critica il sindaco per non aver manifestato “contro le continue violenze e furti nei quartieri di Marina e Stampace, dove un manipolo di immigrati tiene in ostaggio i cittadini”.
L’UGL conclude chiedendo a Zedda e ai rappresentanti sindacali di “riflettere sul proprio operato e promuovere un dialogo costruttivo, piuttosto che fomentare conflitti”.

La replica del sindaco: “Difendo la libertà e la democrazia”

Il sindaco Massimo Zedda ha risposto alle accuse rivendicando i valori antifascisti e respingendo ogni ipotesi di istigazione alla violenza. “La libertà di espressione e il diritto a manifestare – ha spiegato – li abbiamo ottenuti nel 1945, quando hanno prevalso la libertà e la democrazia. Se avessero vinto loro, i fascisti, oggi saremmo in carcere da innocenti o, peggio, nei campi di concentramento”.
Zedda ha precisato di aver semplicemente richiamato le parole del partigiano e parlamentare Vittorio Foa, sottolineando come “i provocatori e gli atti violenti vadano sempre condannati, da qualsiasi parte provengano”.

Infine, il primo cittadino ha annunciato di voler ricorrere a vie legali contro il segretario provinciale dell’UGL, Andrea Geraldo: “Le sue affermazioni sono gravissime. Con il mio difensore introdurremo le iniziative giudiziarie che riterremo più opportune”.

Tensione politica e riflessioni sul diritto a manifestare

Lo scontro tra il sindaco e l’UGL riflette una frattura ormai evidente sul tema della libertà di espressione e sull’eredità antifascista. Da una parte, Zedda rivendica la difesa dei valori costituzionali e condanna ogni nostalgia del fascismo; dall’altra, l’UGL accusa la sinistra e i sindacati di “strumentalizzare la piazza” e di “alimentare divisioni”.
La città di Cagliari resta così al centro del dibattito nazionale, in un momento in cui il confronto politico si intreccia con la memoria storica e con il diritto di ciascuno a manifestare pacificamente.