Cagliari NewsPROTOTIPO v0

Cagliari | Ultime notizie ed eventi da Cagliari

Evidenza

Autovelox, incassi da capogiro a Cagliari e provincia: ma ora annullare le multe sarà più facile

Luglio 13, 2026 · Paolo Rapeanu

Rivoluzione sugli autovelox anche a Cagliari e provincia

La rivoluzione sulle strade di Cagliari e provincia per gli autovelox è ufficialmente iniziata. Dal 12 luglio sono scattate le attesissime novità in tema di autovelox varate dal Governo nazionale, introducendo criteri molto più stringenti per la validità delle sanzioni amministrative legate al superamento dei limiti di velocità. La novità cruciale riguarda lo status legale dei dispositivi: per essere considerati perfettamente in regola e poter elevare contravvenzioni legittime, gli apparecchi di rilevazione automatica non potranno più essere semplicemente “approvati”, ma dovranno obbligatoriamente essere “omologati”. A ricordare la portata di questo cambiamento storico è Adiconsum Sardegna, l’associazione a tutela dei consumatori che oggi non solo fa il punto sulle nuove direttive giuridiche, ma diffonde anche i numeri ufficiali ed impressionanti sui proventi che i comuni dell’isola riescono a incassare annualmente proprio grazie a questi strumenti.

I numeri del business degli autovelox a Cagliari e provincia nel 2025

I proventi derivanti dalle sanzioni stradali rappresentano una voce di bilancio a dir poco significativa per molte amministrazioni locali dell’isola. Adiconsum Sardegna ha mappato le entrate relative all’anno 2025, delineando una vera e propria geografia dei comuni più “redditizi” sul fronte delle multe per eccesso di velocità.

Per il 2025, il record assoluto di incassi spetta indiscutibilmente al Comune di Monastir (Sud Sardegna). Grazie al posizionamento strategico dei propri dispositivi di controllo, l’amministrazione comunale ha incassato la bellezza di 2.051.673 euro. Una cifra astronomica se rapportata alla densità abitativa del territorio, che dimostra quanto il flusso automobilistico extraurbano incida sulle casse locali.

Non è da meno il Comune di Decimomannu (Cagliari), che si piazza al secondo posto di questa speciale classifica ottenendo proventi per quasi 1,6 milioni di euro, per l’esattezza 1.582.888 euro. Al terzo gradino del podio si attesta invece il Comune di Monserrato (Cagliari), che registra entrate complessive da autovelox pari a 650.870 euro.

Curiosamente, il capoluogo di regione si ferma alle spalle di queste realtà più piccole: la città di Cagliari fa registrare infatti un incasso di 564.971 euro. Tra gli altri comuni dell’isola caratterizzati dalle maggiori entrate derivanti dal controllo elettronico della velocità si segnalano inoltre Iglesias (Sud Sardegna) con 304.225 euro, Elmas (Cagliari) con 265.383 euro e infine Nuoro, che chiude la lista delle principali località monitorate con un introito pari a 122.373 euro.

Il commento di Adiconsum: tra punizione dei trasgressori e legalità degli atti, come cambia la modalità autovelox anche a Cagliari e provincia

“Con le nuove regole entrate da poche ore in vigore, gli automobilisti avranno finalmente a disposizione molta più trasparenza e, soprattutto, maggiori possibilità concrete di contestare le sanzioni che risultano palesemente illegali”, spiega con fermezza il presidente di Adiconsum Sardegna, Giorgio Vargiu.

La posizione dell’associazione dei consumatori non è volta a tutelare chi infrange deliberatamente il codice della strada mettendo a rischio l’incolumità pubblica, bensì a garantire che la pubblica amministrazione operi nel perimetro invalicabile della massima trasparenza e correttezza istituzionale. “Chi supera i limiti di velocità va giustamente punito, su questo non ci sono dubbi”, prosegue Vargiu, “ma allo stesso tempo i cittadini hanno il sacrosanto diritto alla certezza delle multe. Le sanzioni devono essere elevate dagli enti locali nel pieno rispetto della legge vigente e, in particolar modo, esclusivamente con apparecchi perfettamente a norma, tarati e omologati secondo le nuove disposizioni ministeriali”.

La svolta dell’omologazione e il Censimento Nazionale degli Autovelox

Quali sono, nel dettaglio, gli adempimenti a cui i Comuni e le forze dell’ordine devono sottostare a partire dal 12 luglio? Il fulcro normativo ruota attorno alla distinzione formale tra approvazione e omologazione, un tema tecnico che è stato a lungo oggetto di dibattito e di sentenze della Corte di Cassazione.

Nello specifico, tutte le contravvenzioni per eccesso di velocità notificate ed elevate successivamente alla data del 12 luglio dovranno obbligatoriamente riportare all’interno del verbale gli estremi esatti del decreto di omologazione del dispositivo specifico utilizzato per il rilevamento. Si tratta di un set di dati fondamentali che l’automobilista potrà autonomamente andare a verificare consultando il nuovissimo censimento nazionale degli autovelox. Quest’ultimo è un registro pubblico ufficiale gestito e pubblicato direttamente dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, all’interno del quale sono indicati in modo trasparente tutti i dettagli tecnici di ciascun apparecchio utilizzato capillarmente dagli enti locali, dalle polizie municipali e dalle forze dell’ordine su tutto il territorio nazionale.

La procedura guidata: ecco come verificare la regolarità del verbale

Per capire se una multa sia impugnabile o meno, il cittadino deve procedere a una serie di verifiche incrociate che Adiconsum riassume in tre passaggi fondamentali:

  1. Controllo di presenza nel registro ministeriale: Se l’autovelox che ha effettuato il rilevamento fotografico non risulta minimamente inserito nel censimento ufficiale del Ministero dei Trasporti, la multa è da considerarsi automaticamente viziata e può essere impugnata con altissime probabilità di successo.
  2. Corrispondenza assoluta dei dati identificativi: Nel caso in cui l’apparecchio sia regolarmente censito nel registro nazionale, occorre controllare minuziosamente che la marca, il modello specifico, la versione software/hardware e la matricola fisica del dispositivo coincidano al cento per cento con i dati testuali riportati all’interno del verbale notificato a casa. Qualsiasi discrepanza costituisce un vizio di forma.
  3. Omologazione e taratura periodica: È indispensabile accertarsi che il dispositivo risulti espressamente tra quelli che hanno ottenuto il decreto formale di omologazione (e non la sola approvazione amministrativa) e che, contestualmente, siano state regolarmente effettuate e verbalizzate le verifiche periodiche di taratura meccanica ed elettronica e di perfetto funzionamento. Per legge, la taratura deve essere eseguita con cadenza almeno annuale.

LEGGI ANCHE: Cagliari, Zedda: “Dal Governo certezze sugli autovelox, vanno installati soprattutto sull’Asse Mediano”

Le due strade legali per fare ricorso: giudice dpace o pPrefetto

Qualora l’automobilista riscontrasse delle anomalie evidenti o la mancata omologazione dello strumento di rilevazione, le strade legali percorribili per chiedere l’annullamento della sanzione pecuniaria e della decurtazione dei punti dalla patente sono fondamentalmente due, ciascuna con le proprie tempistiche e modalità operative:

  • Il ricorso al Giudice di Pace: Questa opzione prevede il deposito dell’istanza entro e non oltre il termine tassativo di 30 giorni decorrenti dalla data di notifica ufficiale della contravvenzione. Questa strada richiede il pagamento del contributo unificato (una tassa di iscrizione a ruolo), ma garantisce un’udienza in cui il cittadino o il suo legale possono esporre verbalmente e analiticamente le proprie ragioni davanti a un magistrato onorario.
  • Il ricorso al Prefetto: Questa seconda opzione amministrativa può essere esperita entro un termine più ampio, fissato in 60 giorni dalla notifica del verbale. Il ricorso al Prefetto è interamente gratuito e può essere inviato tramite raccomandata A/R o posta elettronica certificata (PEC). Tuttavia, presenta un rischio da non sottovalutare: qualora il Prefetto dovesse rigettare il ricorso ritenendo la multa legittima, l’ingiunzione di pagamento emessa obbligherà l’automobilista a pagare una sanzione pari al doppio del minimo edittale originario.

Un dettaglio finale fondamentale che il presidente di Adiconsum Sardegna tiene a precisare riguarda l’irrevocabilità dell’accettazione della sanzione: “È bene ricordare ed evidenziare in modo chiaro, tuttavia, che le multe che sono già state pagate dagli automobilisti non sono in alcun modo contestabili né rimborsabili”. Il pagamento della sanzione, anche se effettuato in misura ridotta entro i primi 5 giorni, estingue infatti l’illecito amministrativo e preclude qualsiasi successiva azione di rivalsa o ricorso legale.