Da Assemini a Mandas, cresce l’emergenza baby gang nel Cagliaritano
Baby gang a Cagliari e provincia: anziani e disabili nel mirino, cresce l’allarme sociale
Il fenomeno delle baby gang nel Cagliaritano torna a scuotere l’opinione pubblica con una serie di episodi inquietanti contro i più deboli. Negli ultimi giorni, le comunità di Assemini e Mandas sono state teatro di atti di bullismo, molestie e vere e proprie vessazioni ai danni di anziani e persone con disabilità.
La reazione delle istituzioni locali è stata immediata: i sindaci dei comuni coinvolti hanno espresso profonda preoccupazione, richiamando le famiglie dei minori alle proprie responsabilità.
Assemini, il sindaco Puddu: “Desta profondo dispiacere, priorità alla sicurezza dei fragili”
A seguito degli ultimi sviluppi investigativi, il sindaco di Assemini, Mario Puddu, è netto: “La notizia emersa nelle ultime ore desta grande preoccupazione. Desidero esprimere un sincero ringraziamento alle Forze dell’Ordine, agli inquirenti e a tutti coloro che, con professionalità e dedizione, stanno lavorando per accertare i fatti”.
Puddu ha poi focalizzato l’attenzione sul diritto alla tranquillità dei residenti, non nascondendo l’amarezza per il coinvolgimento di giovanissimi del territorio:
“La mia vicinanza va anzitutto alle persone che hanno subito questi comportamenti e alle loro famiglie. Anziani, persone con disabilità e tutti i cittadini hanno il diritto di vivere serenamente, sentirsi al sicuro e muoversi senza timore. Allo stesso tempo, rivolgo un pensiero anche alle famiglie dei ragazzi coinvolti. Si tratta di una vicenda particolarmente delicata e dolorosa che coinvolge non solo chi ha subito questi atti, ma anche chi oggi si trova ad affrontarne le conseguenze sul piano umano e familiare. Come comunità abbiamo il dovere di promuovere e salvaguardare il rispetto delle persone, soprattutto di quelle più fragili, e di continuare a lavorare per costruire un clima di convivenza civile, responsabilità e solidarietà”.
Mandas, nel mirino una persona fragile. Oppus: “Genitori speso ignari, ma la legge parla chiaro”
La situazione non è meno tesa a Mandas, dove il sindaco Umberto Oppus è stato informato direttamente dal Comandante della locale Stazione dei carabinieri di un grave episodio di persecuzione notturna ai danni di un cittadino vulnerabile.
“Il comandante dei carabinieri di Mandas mi ha informato di una cosa abbastanza grave che sta interessando il nostro paese”, ha spiegato Oppus. “Nelle ultime notti, i carabinieri sono stati allertati più volte a causa di continui e inaccettabili schiamazzi notturni. Il problema, purtroppo, va ben oltre il semplice ‘baccano’.”
Il primo cittadino ha descritto nei dettagli la gravità delle azioni commesse dal gruppo di minori: “Un gruppo di ragazzi ha preso deliberatamente di mira una persona fragile della nostra comunità, schernendola, gridando pesanti offese e arrivando persino a sbattere violentemente oggetti contro i muri della sua abitazione. Questo è un comportamento inaccettabile e intollerabile che sicuramente non appartiene ai valori di Mandas e dei mandaresi”.
L’appello dei carabinieri alle famiglie dei minori
Grazie al tempestivo intervento dei militari guidati dal maresciallo, parte dei responsabili è già stata identificata. Il sindaco Oppus ha quindi voluto farsi portavoce del severo monito lanciato dall’Arma dei Carabinieri, rivolto in particolare ai genitori: “Accanirsi contro una persona debole è un atto di estrema gravità. Essendo la quasi totalità dei soggetti coinvolti di minore età, viene ricordato che la legge impone ai genitori precisi doveri giuridici ed educativi. Le famiglie sono legalmente e civilmente responsabili delle azioni compiute dai propri figli e delle relative conseguenze”.
“Mi sembra importante che tutti i genitori, spesse volte ignari di tutto, si confrontino con i propri figli per capire dove vanno e cosa fanno”, ha concluso Oppus. “Mandas è una comunità unita e solidale, di grandi valori, e non è consentito a nessuno che si arrivi a vessare una persona, specialmente i più vulnerabili, in modo non consentito e che queste persone siano lasciate sole. Confido nel buon senso di tutti affinché episodi del genere non si ripetano mai più”.
Emergenza baby gang in Sardegna: un problema di controllo e prevenzione
I fatti di Assemini e Mandas accendono i riflettori su un problema di natura sociale ed educativa che si sta diffondendo nella provincia di Cagliari. Gli inquirenti continuano a lavorare per identificare tutti i componenti dei gruppi giovanili coinvolti, mentre le amministrazioni locali invocano un patto educativo tra scuole, famiglie e istituzioni per arginare la deriva prima che si trasformi in cronaca giudiziaria ancora più grave.