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Addio a Carlo Serrenti, super barbiere di Calasetta tifosissimo del Cagliari: “Ciao Balletta”

Maggio 13, 2026 · Paolo Rapeanu

L’ultimo taglio del decano: Calasetta piange Carlo Serrenti, il barbiere che amava il Cagliari

C’è un silenzio insolito oggi tra i vicoli bianchi di Calasetta, quel silenzio che accompagna la fine di un’epoca. Se ne è andato a 69 anni Carlo Serrenti, per tutti semplicemente il “super barbiere”, l’uomo che per decenni ha curato l’immagine di generazioni di calasettani, trasformando il suo salone in un tempio della chiacchiera, del rito e della passione sportiva.

Sebbene fosse nato nella vicina Sant’Antioco, Carlo aveva scelto di mettere radici a Calasetta, restando nell’“isola nell’isola”. Calasetta era diventata la sua patria d’elezione, e lui ne era diventato, di riflesso, un’istituzione. In un mondo che corre veloce verso le catene di franchising e i tagli standardizzati, Carlo rappresentava la resistenza della bottega storica: quella dove non si entrava solo per una spuntata ai capelli, ma per commentare l’ultima partita del Cagliari o per scambiare due battute sulla vita del paese.

“Ciao Balletta”: l’anima rossoblù

La notizia della sua scomparsa ha fatto rapidamente il giro del web e delle piazze, accompagnata da un saluto che a molti strappa un sorriso amaro: “Ciao Balletta”. Era il suo marchio di fabbrica, un modo di essere, il segno di una personalità vibrante che non passava inosservata.

Tifosissimo del Cagliari, Carlo viveva il calcio con la stessa dedizione che metteva nel maneggiare forbici e rasoi. Il suo salone era spesso teatro di accese discussioni sull’undici titolare o sui risultati della domenica, trasformandosi in una sorta di “curva” cittadina dove il rispetto per il cliente non impediva mai una battuta sagace o uno sfottò amichevole.

Un maestro tra forbici e pettine

Storico, anzi, decano. Sebbene Calasetta vanti altre realtà nel settore, la figura di Serrenti occupava un posto speciale nel cuore della comunità. Il suo salone non faceva distinzioni: era un punto di riferimento sia per gli uomini che per le donne, un luogo trasversale dove la maestria artigiana si fondeva con una rara capacità di ascolto.