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Primo piano

Droga, armi da guerra e soldi: il maxi blitz che scuote il Sulcis

Otto gli indagati, 4 tra Carbonia e Iglesias. Il gruppo utilizzava fucili d'assalto e bombe a mano e trafficava con la mala albanese

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Un blitz scattato all’alba del 12 gennaio ha riacceso i riflettori sul traffico di droga in Sardegna. I carabinieri del Comando Provinciale di Cagliari hanno eseguito otto misure cautelari nelle province di Cagliari, Nuoro, Sassari e Pisa, nell’ambito dell’operazione “Termine” sul traffico di droga in Sardegna. L’intervento, allo stato degli atti e nel rispetto della presunzione di innocenza, rappresenta un nuovo passaggio di un’indagine antimafia che tocca più regioni italiane.

Gli investigatori ipotizzano che i destinatari dei provvedimenti abbiano svolto un ruolo operativo nelle cessioni di sostanze stupefacenti, agendo per conto di soggetti ritenuti al vertice di una rete criminale più ampia.

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L’indagine guidata dalla Direzione Distrettuale Antimafia

I carabinieri della Compagnia di Carbonia hanno coordinato le attività con il supporto dei reparti territoriali dell’Arma e sotto la direzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari. L’azione odierna segue l’operazione del 6 ottobre scorso, che aveva già portato all’adozione di 62 misure cautelari.

Dopo perquisizioni domiciliari e interrogatori previsti dalla normativa Nordio, il giudice ha valutato le posizioni individuali e ha disposto nuovi provvedimenti restrittivi.

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Chi sono e dove vivono gli arrestati

Le misure cautelari hanno coinvolto soggetti residenti in diversi centri della Sardegna e della Toscana. A Iglesias risultano due uomini di 52 e 55 anni condotti in carcere e un uomo di 52 anni sottoposto agli arresti domiciliari. A Carbonia una donna di 36 anni ha raggiunto il carcere. A Girasole due uomini di 49 e 32 anni hanno ottenuto gli arresti domiciliari, mentre a Oschiri un uomo di 42 anni ha ricevuto la stessa misura. A Cascina, in provincia di Pisa, un cittadino albanese di 31 anni ha subito il divieto di dimora in Sardegna. Un ulteriore indagato, grazie a un approccio collaborativo, non ha subito misure cautelari.

I numeri del traffico: droga e contanti

I dati emersi dall’operazione Termine restituiscono la dimensione del fenomeno. I carabinieri hanno sequestrato 127 chilogrammi di cocaina, 7 chilogrammi di eroina, 53 chilogrammi di hashish e un chilogrammo di marijuana. Le attività hanno inoltre portato al sequestro di circa 380 mila euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita.

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Un arsenale nascosto

L’indagine ha fatto emergere anche un preoccupante fronte legato alle armi. I militari hanno rinvenuto 47 armi complessive, tra fucili da caccia, fucili d’assalto, pistole mitragliatrici, pistole semiautomatiche e revolver. Le operazioni hanno consentito il recupero anche di bombe a mano e di munizioni di vario genere e calibro, rafforzando l’allarme sul livello di pericolosità del gruppo.

Una rete criminale che supera i confini regionali

Secondo l’ipotesi investigativa, l’inchiesta ha inciso su una rete criminale articolata, con collegamenti tra la Sardegna, la Toscana e il Veneto e contatti con ambienti della criminalità albanese. Una struttura avrebbe gestito l’approvvigionamento e la distribuzione di droga, mentre un secondo gruppo, composto da camionisti organizzati, avrebbe curato i trasporti. Lo stesso contesto investigativo ha permesso di individuare i presunti responsabili di un sequestro di persona avvenuto a Sant’Anna Arresi nell’aprile 2023.

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