Cagliari NewsPROTOTIPO v0

Cagliari | Ultime notizie ed eventi da Cagliari

Province

Polpi e gamberoni senza etichette e fatture a Sant’Antioco, 1700 chili di pesce ai più poveri

Aprile 16, 2026 · Paolo Rapeanu

Blitz contro la pesca illegale a Sant’Antioco, sequestrate quasi due tonnellate tra polpi e gamberoni

L’intervento congiunto della Guardia Costiera e dell’ASL Sulcis Iglesiente ha portato alla luce gravi irregolarità in uno stabilimento all’ingrosso. Oltre alle pesanti sanzioni amministrative, l’operazione ha permesso di destinare il prodotto sequestrato in beneficenza alla Caritas locale.

L’attività di controllo e vigilanza lungo le coste sarde e presso le strutture di distribuzione ittica continua a dare frutti significativi nella lotta contro le irregolarità commerciali e a tutela della salute pubblica.

In una recente e vasta operazione, i militari della Guardia Costiera di Sant’Antioco hanno messo a segno un importante colpo contro la filiera del pesce non tracciato. L’intervento, condotto in stretta sinergia con il personale specializzato dell’ASL Sulcis Iglesiente, si è concentrato su uno stabilimento di commercio all’ingrosso situato nel territorio del Sulcis, portando al sequestro di un quantitativo massiccio di prodotti ittici pronti per essere immessi sul mercato senza le necessarie garanzie di legge.

L’ispezione e il controllo minuzioso del territorio

L’azione è scattata nell’ambito delle consuete attività di monitoraggio e contrasto della pesca illegale, un fenomeno che non solo danneggia profondamente l’ecosistema marino, ma altera anche le regole della concorrenza leale tra gli operatori del settore.

Durante l’ispezione all’interno dei locali della ditta, gli uomini della Guardia Costiera hanno individuato una situazione di estrema criticità per quanto riguarda la documentazione dei prodotti stoccati nelle celle. Rinvenuti oltre 1700 chili di pesce, tra varie specie locali e di importazione, totalmente privi della documentazione necessaria a ricostruirne la tracciabilità.

La mancanza di etichette e di fatture d’acquisto conformi rende impossibile risalire alla provenienza del pescato, al momento della cattura e alle modalità di conservazione originarie, elementi che sono fondamentali per garantire la sicurezza alimentare dei consumatori finali.

Le irregolarità riscontrate e le pesanti sanzioni

Oltre alla gestione opaca della merce, i militari e i tecnici dell’ASL hanno riscontrato violazioni di carattere strutturale e amministrativo piuttosto gravi. Nel corso del sopralluogo individuata una cella frigorifera utilizzata per lo stoccaggio dei prodotti che risultava completamente priva delle autorizzazioni sanitarie e amministrative.

Il locale posto sotto sequestro insieme all’ingente carico di pesce trovato al suo interno. Per l’esercente titolare dell’attività le conseguenze sono state pesanti sia dal punto di vista economico che legale.

In conformità con le rigide disposizioni della normativa nazionale ed europea sulla pesca e sull’igiene degli alimenti, comminate multe per 11500 euro.

Tale provvedimento sottolinea la tolleranza zero delle autorità verso chi tenta di aggirare le norme che regolano una filiera delicata come quella alimentare.

Dalla legalità alla solidarietà verso la comunità

L’operazione non si è conclusa soltanto con la repressione dell’illecito, ma ha assunto un alto valore simbolico e sociale nelle ore successive al blitz.

Una volta messo in sicurezza il prodotto, il personale veterinario dell’ASL Sulcis Iglesiente ha proceduto a una serie di analisi approfondite e campionamenti. Di fronte a una massa così importante di cibo ancora perfettamente edibile, le autorità hanno deciso di non procedere alla distruzione della merce.

In un gesto di concreta solidarietà verso le fasce più deboli della popolazione, l’intero carico dichiarato idoneo è stato destinato in beneficenza.

Il sostegno concreto agli istituti caritatevoli locali

Il prodotto ittico è stato consegnato direttamente ai responsabili della Caritas e ad altri istituti caritatevoli operanti attivamente sul territorio del Sulcis. Questa scelta trasforma un necessario atto di polizia in un’opportunità di sollievo per molte famiglie e persone in difficoltà.