Villasimius, mezzo passo indietro del sindaco su Punta Molentis: spiaggia chiusa alle 22 e no ombrelloni “fai da te”
Estate con divieti un po’ più piccoli nella spiaggia di Punta Molentis a Villasimius
Con una mossa strategica a ridosso dell’avvio della stagione balneare, il Comune di Villasimius ha ridisegnato nuovamente le modalità di accesso e fruizione per una delle sue perle più preziose e fotografate: il compendio costiero di Punta Molentis e Riu Trottu.
Il sindaco Gianluca Dessì ha infatti firmato l’ordinanza sindacale n. 15 del 12 giugno 2026, un provvedimento che revoca e sostituisce integralmente la precedente ordinanza (la n.12 firmata appena una settimana prima, il 5 giugno). La nuova linea programmatica introduce un contingentamento flessibile, rimodulato in senso prudenziale alla luce degli ultimi campionamenti e sopralluoghi sul litorale.
Le nuove regole, entrate ufficialmente in vigore, resteranno valide fino al 31 ottobre 2026. L’obbiettivo? Salvare la spiaggia dal collasso e garantire la massima sicurezza ai bagnanti.
Le ragioni del provvedimento: incendi e mareggiate hanno ferito il litorale
Per comprendere la necessità di un intervento così restrittivo da parte dell’amministrazione comunale, occorre fare un passo indietro e analizzare lo stato di salute della spiaggia. Punta Molentis non è solo una meta turistica da cartolina, ma un ecosistema di altissimo pregio ambientale e paesaggistico. L’area è infatti inserita all’interno del Sito di Interesse Comunitario e oggi Zona Speciale di Conservazione denominata “Isola dei Cavoli, Serpentara, Punta Molentis e Campolongu”, oltre a far parte della Zona di Protezione Speciale e dell’Area Marina Protetta Capo Carbonara.
Negli ultimi mesi, questo paradiso ha dovuto fare i conti con eventi climatici e ambientali di drammatica intensità. I verbali redatti congiuntamente dal servizio del Demanio marittimo della Regione, dalla Capitaneria di Porto e dai tecnici comunali hanno evidenziato una significativa contrazione della superficie utile fruibile dell’arenile.
A causare questa drastica riduzione della capacità ricettiva sono state, in primis, le eccezionali mareggiate che hanno sferzato la costa nei mesi di gennaio e febbraio 2026, accelerando i fenomeni di erosione.
A ciò si sommano i danni ancora visibili del grave incendio che nel luglio del 2025 ha devastato la macchia mediterranea retrostante. Una fragilità che ha spinto il servizio Tutela del territorio a imporre una rigida ma necessaria rimodulazione degli accessi per evitare il definitivo degrado del sistema dunale e della spiaggia stessa.
Numero chiuso a Punta Molentis: i nuovi limiti per l’estate 2026
L’ordinanza n.15 stabilisce con precisione chirurgica i tetti massimi di affollamento consentiti contemporaneamente nel compendio di Punta Molentis, differenziando i flussi in base alla modalità di arrivo.
Guerra al degrado: vietati gli ombrelloni “fai da te” e stop calpestio delle dune
Una delle novità più stringenti e destinate a fare ancora discutere riguarda l’attrezzatura da spiaggia. L’articolo 4 dell’ordinanza sindacale parla chiaro: è vietata l’infissione autonoma nel terreno di ombrelloni, tende, gazebo, paletti o altre strutture similari.
Per i bagnanti non sarà quindi possibile piantare il proprio ombrellone in totale autonomia. È ammesso un solo ombrellone per ciascun nucleo familiare o gruppo di utenti organizzato (indipendentemente da come abbiano raggiunto la cala), ma la sua posa dovrà essere necessariamente controllata e assistita dal personale addetto.
Inoltre, l’ordinanza ribadisce un divieto assoluto, spesso ignorato dai turisti meno attenti: è tassativamente vietato transitare o sostare all’interno dell’ambito dunale prossimo all’arenile. La complessa macchina organizzativa e la gestione operativa dei flussi, dei varchi e dei controlli sul litorale è stata affidata alla società in house Villasimius S.r.l.. Gli operatori della società avranno il compito di far rispettare l’ordinanza sul campo per i flussi di bagnanti, i ticket e la posa degli ombrelloni.
Accesso via terra (auto, moto e pedoni)
Per chi decide di raggiungere la spiaggia via terra, il limite massimo è fissato a 190 persone complessivamente e contemporaneamente presenti sul sito. Per evitare la congestione delle vie di collegamento e l’inquinamento atmosferico e acustico, è stato posto un freno anche ai veicoli: non potranno accedere più di 90 mezzi al giorno.
Accesso via mare (imbarcazioni e natanti)
Per gli amanti delle escursioni in barca, l’ordinanza prevede un tetto massimo di 100 persone al giorno contemporaneamente accedenti. Attenzione, però: l’approdo e lo sbarco non sono liberi. Sarà possibile accedere alla spiaggia via mare esclusivamente tramite gli operatori autorizzati a operare all’interno dell’Area Marina Protetta Capo Carbonara, i quali dovranno vigilare sul rispetto di tutte le prescrizioni di sicurezza e delle corsie di lancio.
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Orari di apertura e divieti
Il paradiso non è accessibile 24 ore su 24. L’ingresso al compendio è regolamentato e consentito esclusivamente dalle 8 alle 20. Il Comune ha inoltre istituito il divieto tassativo di permanenza oltre le 22. Una volta raggiunti i tetti massimi di presenze stabiliti per la giornata, i varchi verranno categoricamente chiusi e non sarà concesso alcun ulteriore ingresso.