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Quartu S. Elena

Non solo donne: a Quartu lo sportello d’ascolto accoglie anziani, giovani e padri separati

Maggio 28, 2026 · Paolo Rapeanu

Abbattere le barriere del pregiudizio per mettere al centro la persona, nella sua interezza e nella sua specifica richiesta d’aiuto. Con questo preciso mandato istituzionale e sociale, nasce a Quartu Sant’Elena il primo Sportello di ascolto in Sardegna espressamente dedicato alle vittime di violenza “oltre ogni genere”. Un’iniziativa pionieristica per l’isola, finanziata interamente dall’amministrazione comunale nell’ambito dei propri progetti di Coesione sociale , che punta a ridefinire i confini del supporto territoriale a chi subisce abusi, superando le canoniche e talvolta rigide distinzioni di sesso.

Il progetto vede la luce grazie a una sinergia strategica tra l’ente pubblico e il terzo settore, unendo le forze dell’Ufficio di Piano comunale con l’Associazione Perseo Centro Antiviolenza Maschile e Oltre il Genere e l’Associazione Margherita. L’obiettivo comune è chiaro: dotare la Città Metropolitana di Cagliari di uno strumento concreto di tutela, solidarietà e contrasto a ogni forma di sopruso, affinché nessun cittadino in stato di difficoltà o sofferenza si ritrovi da solo.

Un welfare inclusivo per rispondere ai bisogni reali

La necessità di istituire un presidio di questo tipo affonda le radici nei dati e nelle quotidiane richieste d’aiuto che giungono agli uffici municipali. A delineare il quadro e le motivazioni profonde dell’intervento è la stessa Dirigente del Settore Servizi sociali e Politiche generazionali del Comune di Quartu, Lorena Cordeddu: “L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire uno spazio di ascolto e supporto e si rivolge a tutte le persone che vivono situazioni di violenza, promuovendo un approccio inclusivo e orientato alla tutela della persona a prescindere dal genere. Purtroppo come servizio sociale riceviamo tantissime richieste d’aiuto, non solo da parte delle donne vittime di violenza, ma da più categorie, ad esempio anziani, giovani uomini, padri separati, che non sono tutelati dalle normative vigenti”.

Secondo quanto evidenziato dalla dottoressa Cordeddu, la rete di assistenza attuale — pur fondamentale nel contrasto alla violenza domestica e di genere — rischia talvolta di lasciare nell’ombra alcune fasce di popolazione. Lo Sportello intende dunque sopperire alla mancanza di una rete di sostegno che sia realmente inclusiva di tutte le vittime, andando a colmare quel vuoto di assistenza adeguata ai reali bisogni riscontrati nei territori, laddove i servizi già esistenti si rivolgono in modo esclusivo a una specifica categoria.

Le associazioni in prima linea: “Mettere al centro la persona”

L’attivazione del servizio rappresenta un motivo di profondo orgoglio per il tessuto associativo che ha collaborato alla sua pianificazione e che gestirà le attività operative. Fulvia Siano, Presidente dell’Associazione Perseo Centro Antiviolenza Maschile e Oltre il Genere, ha espresso grande soddisfazione per il traguardo raggiunto:

“Accolgo con grande orgoglio l’apertura dello sportello di ascolto nel Comune di Quartu Sant’Elena, un presidio concreto dedicato a tutte le vittime di violenza, senza distinzione di genere, affinché nessuno si senta invisibile o privo di sostegno”.

Sulla stessa lunghezza d’onda si colloca l’intervento di Gabriella Pisano, Presidente dell’Associazione Margherita, da tempo impegnata sul territorio regionale nella prevenzione e nel contrasto alla violenza oltre il genere. Pisano ha voluto rimarcare il valore politico e culturale dell’operazione:

“L’apertura di questo sportello rappresenta un segnale forte e necessario: creare spazi di ascolto accessibili a tutte le vittime di violenza, senza etichette e senza esclusioni, significa scegliere di mettere davvero al centro la persona e il suo bisogno di essere accolta e sostenuta. Come associazione crediamo profondamente nel valore delle reti territoriali: la collaborazione con il Comune di Quartu e con l’Associazione Perseo dimostra che, quando le realtà si uniscono, è possibile costruire risposte più concrete, inclusive e vicine ai bisogni reali delle persone”.