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Sardegna

Cagliari, inferno di caldo al Businco: aria condizionata ko e 30 gradi nel reparto delle chemio

Giugno 22, 2026 · Paolo Rapeanu

Un’attesa estenuante, già di per sé carica di ansia e sofferenza, trasformata in un vero e proprio calvario ambientale. È quanto accaduto questa mattina al quinto piano dell’ospedale Businco di Cagliari, il polo oncologico della città, dove un guasto improvviso all’impianto di aria condizionata ha lasciato pazienti e accompagnatori alla mercé di temperature che hanno sfiorato i 30 gradi.

Ospedale Businco di Cagliari, corridoi saturi e posti a sedere esauriti

Il quinto piano è il cuore pulsante delle visite e delle terapie. Oggi, a rendere l’aria ancora più irrespirabile, è stato il sovraffollamento. Tra le ottanta e le cento persone si sono ritrovate stipate non solo nelle sale d’aspetto, ma anche lungo i corridoi.

Si tratta di pazienti fragili, in attesa di sottoporsi ai cicli di chemioterapia, molti dei quali con gravi problemi di deambulazione. Proprio a causa di queste difficoltà motorie e della delicatezza delle loro condizioni, la presenza degli accompagnatori si rende indispensabile; un fattore necessario che, tuttavia, ha inevitabilmente ridotto al minimo i posti a sedere disponibili, costringendo diversi malati a restare in piedi o a cercare refrigerio come potevano.

“Una situazione insostenibile per chi sta già combattendo la battaglia più importante della propria vita” – commenta sbigottito chi ha assistito alla scena e ha deciso di contattare Cagliari News, fornendo foto e video.

Il ritardo nei soccorsi tecnici

Oltre al danno, la beffa dei tempi di reazione. Pazienti e familiari hanno dovuto sopportare una mattinata di autentica “sauna” prima di vedere un segnale di risoluzione. Solo dopo ore di proteste e di aria calda stagnante, due operai della manutenzione sono intervenuti per tentare di riparare il guasto e ripristinare il refrigerio.

Un episodio che riaccende i riflettori sullo stato delle infrastrutture sanitarie e sulla necessità di garantire canali di intervento immediati, specialmente nei reparti dove la vulnerabilità dei degenti dovrebbe imporre la massima efficienza e il minor disagio possibile.