Caro traghetti in Sardegna, autotrasportatori al collasso: “Lavoriamo in perdita”
Il nuovo caro traghetti marittimi e l’impatto dell’ETS rischiano di isolare definitivamente la Sardegna, mettendo in ginocchio imprese, trasporti e turismo.
La Sardegna si trova ad affrontare una tempesta perfetta che minaccia di spazzare via la competitività della sua economia. Gli aumenti dei costi di collegamento non accennano a fermarsi, configurando uno scenario drammatico per cittadini e imprese. A lanciare l’allarme è Luigi Massimiliano Serra, Presidente di A.S.R. (Autotrasportatori Sardi Riuniti), che denuncia un silenzio assordante delle istituzioni di fronte a una crisi che sta diventando insostenibile.
Il Peso dell’ETS: Un “Dazio” sull’Insularità
Al centro della polemica c’è l’applicazione della normativa ETS (Emission Trading System) ai collegamenti marittimi. Quella che dovrebbe essere una misura per la transizione ecologica si sta trasformando, nei fatti, in un vero e proprio dazio sull’insularità.
Questo costo aggiuntivo colpisce duramente chi non ha alternative al trasporto via mare: autotrasportatori, lavoratori e famiglie sarde. L’ennesimo aumento dei noli marittimi arrivato oggi rappresenta l’ultima goccia di un vaso ormai colmo, che rischia di paralizzare l’intero sistema produttivo regionale.
Trasporti e Logistica: Imprese verso la Cassa Integrazione
La situazione per le aziende di trasporto è diventata critica. Oltre ai noli, pesa il caro carburante influenzato dalle tensioni geopolitiche internazionali, in particolare il conflitto in Iran. La Sardegna paga un prezzo doppio:
- Via mare: con l’incremento costante delle tariffe dei traghetti.
- Su gomma: con i costi del gasolio che rendono proibitiva la distribuzione delle merci.
“Le aziende stanno affrontando una situazione ormai insostenibile,” spiega Serra. Molte realtà stanno già valutando il ricorso alla CIGO (Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria) perché i margini operativi sono azzerati dai costi fissi di logistica ed energia.
Turismo a Rischio: Prezzi Inaccessibili per le Vacanze
Nonostante la stagione turistica sia già ai nastri di partenza, i segnali che arrivano dal mercato sono preoccupanti. Il combinato disposto tra caro voli, caro traghetti e inflazione energetica sta spingendo molti turisti a rinunciare alla Sardegna come meta per le vacanze.
Il rischio è che l’isola diventi una destinazione d’élite, non per scelta strategica, ma per l’impossibilità fisica ed economica di raggiungerla a prezzi di mercato competitivi rispetto ad altre mete mediterranee.
Un Appello alle Istituzioni: “È Ora di Dire Basta”
La richiesta che arriva dal mondo dell’autotrasporto sardo è chiara: servono provvedimenti seri e concreti immediati. Non è più possibile rimandare interventi strutturali sulla continuità territoriale e sulla mitigazione dei costi energetici e ambientali.
“La Sardegna non può continuare a essere penalizzata in questo modo,” conclude il Presidente dell’A.S.R. Luigi Massimiliano Serra. La richiesta di un intervento urgente non è solo un grido d’aiuto di una categoria, ma una necessità vitale per impedire il default economico di un’intera regione.