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Sardegna

Strage silenziosa a Muravera, 200 mucche abbattute per dermatite: “Una famiglia in ginocchio”

Aprile 21, 2026 · Paolo Rapeanu

L’addio alla mandria della famiglia Cannas: 200 mucche abbattute in poche ore a Muravera

Il silenzio che calerà domani sulla piana di Feraxi, a Muravera, non sarà quello rigenerante della campagna sarda, ma il vuoto sordo di una tragedia rurale, senza più 200 mucche, abbattute. Quasi duecento capi di bestiame, una mandria storica che ha rappresentato per decenni il cuore pulsante dell’economia e dell’identità locale, verranno abbattuti. Il motivo? La comparsa di alcuni casi di dermatite nodulare contagiosa, una patologia virale che non lascia scampo non per la sua letalità immediata, ma per i rigidi protocolli sanitari previsti per contenerne la diffusione.


La testimonianza choc: “Un video che non avrei mai voluto fare”

A dare voce a un dolore che fatica a trovare parole è Giorgio Fanni, stimato allevatore di Muravera, che ha documentato l’ultimo tragitto degli animali verso la stalla. Le sue parole, cariche di commozione, descrivono una scena che sembra uscita da una tragedia d’altri tempi.

“Oggi ho fatto un video che non avrei mai voluto fare,” esordisce Fanni con la voce rotta. “Quasi 200 mucche verranno abbattute per qualche caso di dermatite bovina. Qui, si dirigevano alla stalla, una dietro l’altra. Silenziose. Ignare. Quel suono che per anni ha accompagnato il lavoro e la vita di una famiglia intera, domani non ci sarà più”.

Vite dedicate alla terra: il sacrificio della famiglia Cannas

Dietro i numeri freddi delle ordinanze sanitarie ci sono i volti di chi quegli animali li ha visti nascere e crescere. Antonio, Francesco e l’intera famiglia Cannas rappresentano l’anima di questa resistenza agricola. Per loro, quelle mucche non erano semplici “capi di bestiame”, ma il risultato di una vita di fatiche ininterrotte.

Fanni ricorda con ammirazione la dedizione quotidiana che ha caratterizzato la gestione della mandria: “Dietro questa mandria ci sono sacrifici, giornate intere, una vita. Antonio, Francesco e la famiglia Cannas le hanno cresciute così: con dedizione vera, giorno e notte. Da qualche anno passo tutti i giorni da Feraxi e non c’è stato giorno che non abbia incontrato tutta la famiglia al seguito di queste splendide mucche. E oggi… finisce tutto così”.

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Il dramma sanitario ed economico nel Sarrabus

La dermatite nodulare bovina (LSD – Lumpy Skin Disease) è diventata l’incubo degli allevatori sardi. Sebbene non sia trasmissibile all’uomo, la sua capacità di diffusione tramite insetti vettori impone misure drastiche. L’abbattimento totale della mandria è una ferita profonda non solo per la perdita economica immediata, ma per la distruzione di linee genetiche selezionate nel tempo.

Il Sarrabus si interroga ora sul futuro. Il timore è che questo focolaio possa essere solo l’inizio di una nuova crisi per il comparto zootecnico, già messo a dura prova dai costi di produzione e dalle sfide climatiche.

Una comunità in lutto per il “suono” che scompare

C’è un aspetto simbolico che colpisce profondamente la comunità di Muravera: la fine di quel paesaggio sonoro fatto di campanacci e muggiti che segnava il ritmo delle stagioni a Feraxi. La solidarietà verso i Cannas corre sui social e nelle piazze, ma la sensazione di impotenza davanti alle normative europee e nazionali è tangibile.

“Finisce tutto così,” conclude amaramente Giorgio Fanni, riassumendo lo stato d’animo di un intero territorio che domani si sveglierà più povero, senza il suono della sua storia più autentica.