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Sardegna

Cagliari, rivoluzione al Brotzu: edificio di 7 piani con nuovo pronto soccorso e 10 sale operatorie

Giugno 15, 2026 · Ennio Neri

Piastra tecnologica del Brotzu

Ospedale Brotzu di Cagliari: ecco la nuova Piastra Tecnologica

Il Comune di Cagliari si prepara a compiere un passo decisivo sul fronte della sanità pubblica e ad avviare un cantiere strategico per l’intera Sardegna. La proposta di delibera urbanistica per il maxi piano di ampliamento del Presidio Ospedaliero San Michele approda finalmente nell’aula del Consiglio Comunale per la votazione decisiva. L’azienda sanitaria Arnas Brotzu attende il via libera formale per realizzare una struttura all’avanguardia, capace di migliorare l’efficienza dei reparti di prima linea e potenzierà l’intero sistema di cura regionale. Per l’Ospedale Brotzu Cagliari ecco la nuova Piastra Tecnologica che ridisegnerà i servizi di assistenza medica per migliaia di cittadini sardi.

Il provvedimento risponde a una precisa necessità dei pazienti e del personale sanitario, che chiedono da tempo il potenziamento delle infrastrutture per l’emergenza-urgenza. I tecnici del Servizio Edilizia Privata hanno già espresso parere favorevole di regolarità tecnica, riconoscendo il grandissimo valore sociale e l’utilità pubblica di questa imponente opera. Ora la parola passa ai consiglieri comunali per l’ultimo e definitivo voto politico.

Sette livelli per la nuova sanità d’urgenza

I dettagli tecnici del progetto rivelano una struttura imponente, studiata nei minimi dettagli per garantire la massima continuità con i reparti attuali. La nuova costruzione si svilupperà su sette livelli complessivi e genererà una Superficie Utile Lorda (SUL) pari a 17.268,43 metri quadri. I progettisti propongono un’organizzazione verticale che ottimizzerà i tempi di intervento medico: il piano interrato (B02) ospiterà i locali tecnici e un parcheggio privato riservato, mentre il piano seminterrato (B01) accoglierà i servizi generali come i depositi, gli spogliatoi e la centrale di sterilizzazione.

La vera rivoluzione sanitaria si concentrerà nei piani superiori. Al piano terra (P00) nasceranno il nuovo Dea e Trauma Center, un pronto soccorso potenziato con venti posti letto per l’osservazione breve (sedici per adulti e quattro pediatrici), due postazioni di shock room e la diagnostica d’imaging dedicata alle urgenze. Salendo, il primo piano (P01) ospiterà ben 24 posti letto di Terapia Intensiva Post Chirurgica, mentre il secondo piano (P02) accoglierà l’imaging interventistico e due Sale Operatorie Ibride per la neurochirurgia e le attività multifunzionali.

Un dettaglio logistico fondamentale riguarda la numerazione: gli ingegneri salteranno il terzo piano per passare direttamente al quarto piano (P04), dove troveranno spazio 10 sale operatorie di ultima generazione. Questa scelta garantirà una perfetta complanarità e una continuità numerica con i corridoi dell’edificio già esistente. L’ultimo livello, il quinto piano (P05), fungerà da piano tecnico per i macchinari di climatizzazione e, insieme al Polo Tecnologico attiguo per le torri evaporative e i generatori d’emergenza, non graverà sul calcolo della SUL.

Il nuovo Cup aprirà la strada ai cantieri

Gli architetti hanno studiato una soluzione intelligente anche per il Centro Unico di Prenotazione (CUP). La pianificazione prevede lo spostamento del servizio sopra una terrazza libera e attualmente vuota, proprio accanto alla rampa d’accesso principale. Questa sopraelevazione baricentrica faciliterà l’accesso dei cittadini esterni attraverso un percorso coperto e protetto, decongestionando l’attuale ingresso al piano terra.

Questa opera sul Cup rappresenta una vera e propria priorità cronologica. L’azienda avvierà questo cantiere come primissimo intervento sul campo, poiché le lavorazioni per la nuova accettazione non intralceranno in alcun modo le successive attività di costruzione della Piastra Tecnologica. Questo approccio a incastro azzera il consumo di suolo e tutela gli spazi aperti della zona. Il piano garantisce inoltre una dotazione complessiva di parcheggi pari a quasi quarantamila metri quadri, superando i limiti minimi di legge.

I numeri della deroga urbanistica al vaglio dell’aula

Il passaggio in Consiglio Comunale si rende necessario per superare i limiti del Piano Urbanistico Comunale (Puc). L’area dell’ospedale ricade nella zona urbanistica G2 e rispetta il vincolo paesaggistico. Il progetto richiede un aumento dell’indice di edificabilità fondiaria per sviluppare la volumetria necessaria, portando il volume urbanistico totale dell’ospedale dai vecchi 302 mila 291,29 metri cubi (stabiliti nel 2009) fino a un totale di 392 mila 673,64 metri cubi complessivi.

La relazione tecnica ricorda che l’azienda ospedaliera aveva già ottenuto in passato deroghe simili per cubature poi rimaste sulla carta. L’amministrazione applicherà i calcoli della densità edilizia esclusivamente sulla superficie fondiaria totale del lotto che ricade nel Comune di Cagliari, pari a 103 mila 642,32 metri quadri al netto delle opere di urbanizzazione, escludendo la porzione di terreno che confina con il territorio di Selargius. L’atto propone di portare l’indice a 3,46 metri cubi per metro quadro, in totale aderenza all’articolo 14 del Testo Unico dell’Edilizia e all’articolo 32 della Costituzione Italiana sulla tutela della salute. L’eventuale voto favorevole dell’aula e la dichiarazione di immediata eseguibilità permetteranno l’apertura lampo dei cantieri.