Ospedali sardi nel caos, appello alla Todde: “Sblocchi i fondi per le aziende sanitarie”
Sanità sarda, appello della Uil Fp: “Sbloccate i fondi destinati agli ospedali sardi”
“La Regione si dia una smossa, sia coerente con gli atti normativi prodotti e sblocchi i fondi della perequazione destinati alle aziende sanitarie regionali. Il clamoroso ritardo accumulato è inaccettabile e impedisce di poter svolgere la contrattazione aziendale”.
Lo sostengono il segretario generale della Uil Fp, Priamo Foddis, i segretari regionali Massimo Marceddu e Fabio Sanna che hanno inviato una lettera di sollecito alla presidente della Regione e assessora alla Sanità ad interim Alessandra Todde, al direttore generale alla Sanità Thomas Schael, al presidente del Consiglio Regionale Piero Comandini, al presidente della VI Commissione e ai gruppi consiliari.
“Con le leggi regionali del 2023 e del 2024 e con la delibera del 2024 sono stati stanziati fondi contrattuali per intervenire sulla sperequazione presente in numerose aziende sanitarie della Sardegna – ricordano i sindacalisti -, 25 milioni di euro complessivamente, di cui 10 da distribuire dal 2023 e ulteriori 15 milioni dal 2024, a garanzia dei LEA sul servizio sanitario regionale, con il riparto del 25 % su base capitaria e il 75 % come allineamento verso il valore medio regionale”.
“Purtroppo il finanziamento si è fermato al biennio 2023-2024”.
Una situazione che sta provocando “una inaccettabile condizione di sofferenza sui fondi contrattuali – spiegano dal sindacato – che rischia di tradursi in stipendi indegni”.
Secondo Marceddu, Foddis e Sanna “è indispensabile indirizzare subito i fondi verso le Aziende Sanitarie in affanno – scrivono – le somme vanno opportunamente integrate”.
Per questa ragione la Uil Fp chiede alla pdde al direttore generale della Sanità e al presidente del Consiglio regionale di sbloccare i fondi.
. Allo stato attuale ricordano i sindacalisti “l’impegno preso dalla Regione non ha ancora avuto un seguito tangibile e risolutivo” .
TUtto ciò sta provocando “un crescente malcontento tra il personale, che nutre aspettative. Ai lavoratori della sanità sarda deve essere portato rispetto”.