Allarme bollette: la povertà energetica in Sardegna stringe la morsa su 240mila persone
Povertà energetica in Sardegna: bollette alle stelle e famiglie in crisi
Un’autentica bomba sociale sta per esplodere a causa del caro vita. La povertà energetica in Sardegna tocca ormai cifre drammatiche e costringe oltre 114mila famiglie a fare i conti con bollette insostenibili. Questo dato rappresenta il 15,3% dei nuclei familiari dell’Isola. Tradotto in numeri ancora più chiari, più di 240mila cittadini sardi affrontano ogni giorno ostacoli enormi per accedere a servizi che chiunque considererebbe basilari.
Parliamo dell’impossibilità di riscaldare la casa o fare una doccia calda durante i mesi invernali, di non poter accendere il condizionatore per rinfrescare gli ambienti in estate, di avere serie difficoltà a cucinare i pasti o persino a illuminare le stanze della propria abitazione.
Un quadro desolante che colloca la Sardegna ai vertici di una classifica nazionale tutt’altro che lusinghiera, posizionando la regione al quarto posto in Italia per gravità del fenomeno.
Una crescita verticale che spaventa l’Isola
La crisi attuale non nasce dal nulla, ma mostra una accelerazione impressionante nell’ultimo periodo. Appena due anni fa, i report ufficiali registravano una percentuale significativamente più bassa, pari all’8,9% dei nuclei familiari sardi in affanno con i pagamenti di luce e gas. In quel momento, le persone in difficoltà erano circa 143mila.
In pochissimo tempo la situazione è letteralmente degenerata, quasi raddoppiando l’impatto sulla popolazione. L’Ufficio Studi di Confartigianato ha fatto emergere questi dati elaborando l’ultimo report dell’OIPE (Osservatorio Italiano per la Povertà Energetica) e le rilevazioni statistiche dell’ISTAT.
Il grido d’aiuto per i soggetti più fragili
Le prospettive per i prossimi mesi destano fortissima apprensione tra gli addetti ai lavori. Giovanni Antonio Mellino, Presidente di ANAP Sardegna (Associazione Nazionale Anziani e Pensionati di Confartigianato) e VicePresidente Nazionale, esprime parole di profonda inquietudine. L’arrivo della stagione calda, che gli esperti prevedono torrida e con temperature estreme, aggraverà pesantemente le condizioni di vita di tantissimi cittadini.
Mellino sottolinea come la combinazione tra temperature torride e l’impossibilità di usufruire dell’energia elettrica colpirà in modo spietato gli anziani poveri, i soggetti non autosufficienti e le fasce deboli della comunità. La preoccupazione del presidente si estende anche ai lavoratori poveri e a tutte quelle famiglie che, pur percependo un reddito, non riescono a superare la terza settimana del mese e tagliano i consumi energetici indispensabili.
I numeri del confronto con il resto d’Italia
Se la Sardegna occupa la quarta posizione di questa triste graduatoria con il suo 15,3%, la Puglia detiene il primato negativo nazionale con il 18,1% di nuclei in sofferenza. Sul fronte opposto, il Lazio si dimostra la regione più virtuosa d’Italia, fermando la quota di famiglie in difficoltà ad appena il 5%.
La media dell’intero territorio nazionale si attesta al 9,1%. Complessivamente, in Italia la povertà energetica stringe in una morsa quasi due milioni e mezzo di famiglie, un dato che corrisponde a oltre 5 milioni di individui costretti a privazioni quotidiane per colpa dei costi delle utenze.
Un salasso finanziario da milioni di euro
L’incremento dei costi legati a luce e gas per i cittadini sardi mostra una progressione geometrica impressionante. Nel 2024 la spesa complessiva delle famiglie dell’Isola per l’energia si è fermata a 726 milioni di euro. Questa cifra è salita a 748 milioni nel corso del 2025 e le stime attuali per questo 2026 indicano un picco spaventoso di 849 milioni di euro.
Questo significa che tra il 2024 e il 2026 i sardi hanno subìto un aggravio complessivo di ben 123 milioni di euro, con un salto di ben 102 milioni solo nell’ultimo anno. A livello nazionale, la Lombardia guida gli aumenti con un record di oltre 1,3 miliardi di incremento nel medesimo biennio. Nel 2026, gli italiani pagheranno complessivamente una cifra superiore ai 46 miliardi di euro per le forniture energetiche, ben 5,5 miliardi in più rispetto all’anno precedente.
La scelta drammatica tra cibo e riscaldamento
Giovanni Antonio Mellino evidenzia come il costante aumento delle tariffe energetiche imponga ai pensionati con redditi bassi scelte laceranti. Moltissime persone anziane si trovano quotidianamente di fronte al dilemma se accendere i riscaldamenti oppure destinare quelle poche risorse economiche all’acquisto di generi alimentari di prima necessità o delle medicine necessarie per curarsi.
Mellino rimarca l’assoluta vulnerabilità della popolazione anziana di fronte agli sbalzi termici. Spesso la presenza di patologie croniche o la ridotta mobilità costringono queste persone a trascorrere l’intera giornata all’interno delle mura domestiche. La mancanza di una climatizzazione adeguata compromette gravemente la salute, elevando il rischio di contrarre malattie dell’apparato respiratorio o fenomeni di ipotermia.
L’ANAP Confartigianato Sardegna rinnova l’appello urgente verso tutte le istituzioni politiche e la società civile. Secondo l’associazione serve un intervento immediato, coordinato e strutturale per spezzare questa spirale e garantire a ogni individuo il diritto fondamentale a una casa sicura, calda d’inverno e fresca d’estate, tutelando la dignità umana e il benessere comune.
Gli indicatori per riconoscere la povertà energetica
I criteri scientifici stabiliti dall’Osservatorio europeo permettono di mappare il fenomeno attraverso quattro indicatori principali. I primi due considerano un consumo energetico eccessivamente basso e una percentuale di reddito familiare assorbita dalle utenze troppo alta. Gli altri due elementi cardine riguardano il ritardo sistematico nel saldo delle fatture e l’incapacità oggettiva di mantenere l’abitazione a una temperatura confortevole.
Esistono poi segnali secondari legati alla qualità delle strutture edilizie. La presenza di infiltrazioni d’acqua dal tetto, l’umidità che risale dai pavimenti o che macchia i muri, nonché la proliferazione di muffe e funghi attorno agli infissi delle finestre indicano una chiara situazione di disagio edilizio che amplifica gli effetti negativi del caro energia.
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Il fenomeno invisibile della deprivazione nascosta
Spesso la povertà energetica si manifesta in modo subdolo attraverso il sotto-consumo volontario. Molti nuclei familiari decidono coscientemente di rinunciare al comfort termico pur di evitare il collasso economico della gestione domestica. Questo comportamento prende il nome di deprivazione nascosta.
Si tratta di una realtà difficile da monitorare attraverso i semplici dati di spesa, perché le famiglie azzerano i consumi vivendo al freddo o al gelo pur di non accumulare debiti con i fornitori. Questo mix letale di redditi precari, case vecchie o prive di isolamento termico e prezzi energetici instabili penalizza soprattutto gli anziani soli e le famiglie numerose, minando alla base la qualità della vita in Sardegna.