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Sardegna Pride, istituzioni in prima linea. Comandini: “Siamo qui per difendere il diritto di amare”

Giugno 27, 2026 · Paolo Rapeanu

Sardegna Pride, Comandini: “Qui per difendere il diritto di amare”

Tra i quarantamila che hanno colorato le vie di Cagliari per il Sardegna Pride, la presenza delle istituzioni non è passata inosservata. Una partecipazione che quest’anno ha assunto un significato politico e simbolico particolarmente forte, sancito dal patrocinio ufficiale della Regione Autonoma della Sardegna e dalla presenza attiva dei suoi massimi rappresentanti.

In prima fila, a condividere il percorso del corteo dal Parco della Musica fino a via Roma, c’era il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini (Pd), che ha voluto esprimere con chiarezza la posizione dell’istituzione che rappresenta.

“Faccia e simbolo a difesa della libertà”

Salito sul palco, Comandini ha tracciato un bilancio lucido della situazione attuale, evidenziando come la strada per la piena uguaglianza sia ancora lunga, ma ribadendo l’impegno concreto della Regione.

“Ancora oggi ci sono tantissime discriminazioni”, ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale. “Ma questa comunità chiede semplicemente il diritto di amare. E noi come Regione abbiamo voluto metterci la faccia e il simbolo, a difesa della libertà e dell’amore”.

Le parole di Comandini fotografano una scelta di campo netta da parte dell’amministrazione regionale, che ha deciso di superare le timidezze del passato per sposare appieno le rivendicazioni della piazza. La concessione del patrocinio e la presenza istituzionale al Pride sono state descritte non come un atto formale, ma come un dovere democratico di vicinanza a tutti i cittadini, nessuno escluso.

Un segnale per il futuro dell’isola

La dichiarazione del presidente del Consiglio regionale si inserisce in un contesto di forte spinta progressista che sta attraversando l’isola. Per gli organizzatori del Pride, il supporto di figure apicali come Comandini rappresenta un passo fondamentale per trasformare le istanze della piazza in riforme concrete all’interno dell’aula consiliare.