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Sardegna, ripartono i viaggi dei bovini dopo l’emergenza sanitaria: “Vittoria per gli allevatori”

Maggio 8, 2026 · Paolo Rapeanu

Dermatite bovina in Sardegna: sblocco movimentazioni, una vittoria per gli allevatori

Una boccata d’ossigeno vitale per le campagne sarde, il via libera alla movimentazione dei capi bovini dalla Sardegna verso il resto d’Italia, dopo l’emergenza dermatite bovina, è realtà. L’annuncio, atteso da settimane con il fiato sospeso, è arrivato dal palco dell’Assemblea regionale di Coldiretti Sardegna a Cagliari, davanti a una platea di oltre 3mila soci e alla presenza del Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida.

Un provvedimento che non è solo un atto burocratico, ma la salvaguardia economica di migliaia di aziende che rischiavano il collasso sotto il peso delle restrizioni sanitarie legate alla Blue Tongue e alla Dermatite Nodulare Bovina.

Dermatite bovina in Sardegna, la svolta annunciata da Battista Cualbu e Luca Saba

“Il via libera rappresenta una risposta importante per migliaia di allevatori che rischiavano di pagare ancora una volta un prezzo altissimo a causa dell’emergenza sanitaria”, hanno dichiarato con soddisfazione il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu, e il direttore Luca Saba.

Il risultato è il frutto di un pressing costante e di un dialogo tecnico-politico serrato. “Abbiamo lavorato a stretto contatto con il Commissario Filippini, superando anche i momenti più duri”, hanno spiegato i vertici dell’associazione di categoria. La circolare che sblocca le partenze dei vitelli sardi mette fine a un periodo di incertezza che minacciava di paralizzare l’export di carne verso i centri di ingrasso del Nord Italia e dell’estero.

Zone di sorveglianza e regole per la movimentazione

Secondo quanto emerso dall’assemblea, il provvedimento consente la movimentazione dei capi con un’eccezione mirata: restano soggette a vincoli solo le aziende situate nell’area di sorveglianza sanitaria di 50 chilometri attorno ai focolai attivi.

Questa distinzione è fondamentale: evita il blocco indiscriminato di tutta l’Isola, permettendo alla stragrande maggioranza degli allevatori di operare. Senza questa deroga, le conseguenze sul piano produttivo sarebbero state catastrofiche, con una perdita di valore dei capi invenduti e costi di mantenimento insostenibili per le stalle sarde già provate dal rincaro dei foraggi e dell’energia.

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La centralità della zootecnia sarda nel mercato agricolo

L’Assemblea di Cagliari è stata anche l’occasione per ribadire il ruolo strategico che la zootecnia — sia bovina che ovicaprina — ricopre per il PIL regionale. In un contesto internazionale segnato da tensioni sui mercati e costi di produzione alle stelle, la stabilità del comparto è una priorità nazionale.

“È fondamentale aver evitato il blocco totale. Ora bisogna continuare a lavorare con attenzione per contenere eventuali focolai e restituire piena operatività a uno dei settori più strategici della nostra economia”, hanno concluso Cualbu e Saba.

Il prossimo passo sarà il monitoraggio costante della situazione epidemiologica e il potenziamento dei piani vaccinali, affinché la Sardegna possa finalmente uscire dalla gestione emergenziale e programmare il futuro con certezze sanitarie e commerciali.