Caso Dossena-Davis e offese razziste a Cagliari: il giudice sportivo archivia l’indagine
Frasi razziste in Cagliari Udinese: archiviata l’accusa a Dossena
Arriva la parola fine su una delle vicende più spinose dell’ultima parte del campionato di calcio di Serie A. Il giudice sportivo ha emesso il provvedimento definitivo di archiviazione per l’indagine calcistica che vedeva coinvolto il centrale difensivo isolano, accusato di aver pronunciato parole gravemente discriminatorie ai danni di un attaccante avversario. La sentenza cancella i forti dubbi emersi nelle ore successive alla partita, chiudendo un caso mediatico che aveva sollevato accese discussioni tra i tifosi e gli addetti ai lavori del panorama sportivo nazionale.
Il verdetto della giustizia sportiva si basa sull’analisi approfondita del materiale probatorio raccolto dagli organi inquirenti nelle settimane scorse. I consulenti legali e i dirigenti della società sarda accolgono con sollievo la delibera, che evita al tesserato una pesante squalifica a tempo e riabilita l’immagine pubblica del calciatore dopo un lungo periodo di speculazioni e di pesanti attacchi personali ricevuti sulle principali piattaforme di comunicazione digitale.
La denuncia sui social e la ricostruzione dello scontro in campo
I fatti risalgono alle concitate fasi finali della sfida salvezza andata in scena lo scorso 9 maggio sul rettangolo verde della Domus. Nel corso dei minuti di recupero, l’attaccante dei friulani aveva richiamato l’attenzione del direttore di gara, segnalando con forza di aver subito un grave insulto discriminatorio da parte del difensore della squadra di casa. La forte tensione agonistica del match era poi proseguita anche negli spogliatoi, trasferendosi rapidamente sul web attraverso le dichiarazioni ufficiali e i post personali dei protagonisti della sfida calcistica.
La punta dell’Udinese aveva utilizzato i propri profili digitali per denunciare pubblicamente l’episodio, definendo l’avversario un codardo e accusandolo apertamente di aver utilizzato il termine scimmia durante i contrasti di gioco all’interno dell’area di rigore. Il calciatore straniero aveva espresso forte amarezza, invocando l’intervento disciplinare esemplare da parte dei vertici della Lega Serie A e della Federazione per punire un comportamento ritenuto inaccettabile e lesivo dei valori fondamentali dello sport.
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Le motivazioni del giudice Mastandrea e la mancanza di prove certe
La decisione di chiudere il fascicolo senza l’applicazione di sanzioni disciplinari porta la firma del giudice sportivo Gerardo Mastandrea, il quale ha preso in esame gli atti ufficiali trasmessi dagli ispettori della Procura Federale. Gli accertamenti sul campo, che includevano l’ascolto delle registrazioni audio della quaterna arbitrale e la visione di tutti i filmati televisivi disponibili, non hanno fornito riscontri oggettivi a supporto della tesi dell’accusa. Le autorità competenti hanno decretato l’archiviazione per le presunte frasi razziste in Cagliari Udinese: archiviata l’accusa a Dossena a causa dell’assenza totale di elementi probatori chiari e concordanti.
La Procura ha evidenziato come i file multimediali e le testimonianze dirette dei presenti a bordo campo non chiariscano inequivocabilmente il reale contenuto delle espressioni verbali utilizzate dal difensore rossoblù nel corso del diverbio. In assenza di una prova televisiva nitida o di una conferma da parte degli ufficiali di gara, il magistrato sportivo ha applicato il principio della presunzione di innocenza, scagionando il tesserato dalle pesanti accuse di condotta discriminatoria e ponendo fine alla controversia legale tra i due club.