ADV · Top header fisso728×90 / 320×50

Cagliari NewsPROTOTIPO v1

Cagliari | Ultime notizie ed eventi da Cagliari

ADV · Header ADV menu728×90
ADV · Billboard header970×250 / 300×250
Cagliari

Cura del Parkinson, nuova speranza da Cagliari: in campo team internazionale di esperti

L’obbiettivo: rallentare la progressione della malattia sfruttando una specifica famiglia di proteine, le cromogranine

ADV · Prima del contenuto728×90 / 300×250

Un gruppo di ricerca internazionale coordinato dall’Università di Cagliari apre una nuova strada nella cura del Parkinson. L’obbiettivo: rallentare la progressione della malattia sfruttando le potenzialità neuroprotettive di una specifica famiglia di proteine.

ADV · In content (ogni 2 paragrafi)336×280

Si tratta delle cromogranine, già note per il loro ruolo nella regolazione delle risposte cellulari allo stress.

Cagliari, nuova cura del Parkinson

A guidare il progetto è Cristina Cocco, docente di Anatomia umana presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia, dipartimento di Scienze biomediche dell’ateneo cagliaritano. Con lei, un team composto da Antonio Manai, Barbara Noli, Aqsa Anjum e Maria Antonietta Casu. La ricerca è frutto di una collaborazione internazionale che coinvolge anche l’Università Masaryk della Repubblica Ceca e la Vasyl Stefanyk Precarpathian National University dell’Ucraina. Il progetto è finanziato attraverso il bando EDUC-WIDE SEED PROJECT e durerà 18 mesi.

ADV · In content (ogni 2 paragrafi)336×280

Il Parkinson è una delle malattie neurodegenerative più diffuse e invalidanti al mondo, e oggi non esiste ancora una terapia in grado di arrestarne il decorso.

La patologia colpisce principalmente i neuroni dopaminergici della sostanza nera del cervello e si aggrava con la formazione di accumuli tossici di alfa-sinucleina, una proteina che si ripiega in modo anomalo, danneggiando progressivamente le cellule nervose.

ADV · In content (ogni 2 paragrafi)336×280

La ricerca dell’Università di Cagliari si muove su tre fronti. «Nel nostro laboratorio – spiega Cristina Cocco – testeremo in vitro le cromogranine su cellule staminali umane e murine, esposte al rotenone, una sostanza tossica che simula il Parkinson. Verificheremo se queste proteine riescono a proteggere i neuroni dai danni».

In Repubblica Ceca, invece, si condurranno studi in vivo su topi, per valutare gli effetti della somministrazione intranasale di rotenone e il possibile effetto protettivo delle cromogranine nelle prime fasi della malattia.

Il terzo asse della ricerca, in Ucraina, si concentra sull’alfa-sinucleina e sul suo comportamento in presenza delle cromogranine, per capire se possano impedire formazione di aggregati tossici.

Se i risultati saranno positivi, lo studio potrebbe rappresentare un passo decisivo verso nuove strategie terapeutiche in grado di intervenire nelle fasi precoci della malattia, prima che i danni neuronali diventino irreversibili. Una speranza che parte da Cagliari, ma che guarda lontano, con il sostegno della scienza e della collaborazione internazionale.

ADV · Fine articolo336×280
ADV · Paywall fine articolobox paywall (after .entry-tags)
ADV · After content (engagement)box canali Telegram/WhatsApp/Google News