Cagliari, Corrado Sorrentino contro gli incivili di Marina Piccola: “Zedda e la politica non c’entrano”
Il durissimo sfogo del consigliere comunale e campione di nuoto Corrado Sorrentino di fronte all’ennesimo scempio mattutino
Ore 8 del mattino. Il sole è già alto su Marina Piccola, uno dei gioielli più preziosi del litorale cagliaritano. Chi frequenta questo specchio d’acqua a ridosso della Sella del Diavolo a quell’ora cerca il profumo del mare puro e l’energia per iniziare la giornata. Cerca la bellezza.
E invece, troppo spesso, la bellezza viene sfregiata dal passaggio dei “barbari” della notte o della sera prima. Bottiglie di vetro abbandonate, mozziconi di sigaretta conficcati nella sabbia e tra i muretti, plastica che galleggia pigramente a pochi metri dalla riva, cartoni di pizze unte lasciati lì, come se il mondo intero fosse una gigantesca pattumiera a cielo aperto.
Di fronte a questa scena, lo sdegno non è solo quello di un cittadino qualunque. È la rabbia profonda, viscerale, di chi il mare lo vive da sempre come una seconda casa, come un elemento vitale. Corrado Sorrentino, consigliere comunale di Alleanza Verdi Sinistra ma soprattutto campione di nuoto, uomo che ha legato la sua intera esistenza all’acqua e alla difesa del territorio, non è riuscito a tacere.
Il suo è un urlo che squarcia il silenzio istituzionale per colpire dritto al cuore del problema: la responsabilità individuale.
Oltre la politica: la responsabilità è del singolo
“Qua non si tratta di amministrazione comunale, di raccolta differenziata, di Massimo Zedda o della Giunta”, esordisce Sorrentino con parole che lasciano poco spazio alle interpretazioni e, soprattutto, tolgono ogni comodo alibi a chi è abituato a scaricare sempre la colpa sul “sistema”.
Quando un luogo pubblico viene ridotto a una discarica, il riflesso condizionato di molti è puntare il dito contro il Comune: mancano i cassonetti, i cestini non vengono svuotati in tempo, i controlli sono insufficienti.
Ma Sorrentino ribalta completamente la prospettiva. Non è una questione di poltrone, di colori politici o di efficienza dei servizi di nettezza urbana. Nessun piano di raccolta differenziata, per quanto perfetto, e nessuna giunta comunale, guidata da Massimo Zedda o da chiunque altro, potrà mai arginare l’inciviltà se alla base manca il rispetto più elementare.
“Si tratta di scelta”, incalza il consigliere con fermezza. “Perché voler male alla propria città o all’ambiente che sia è una scelta”.
Non si tratta di un incidente. Non si “dimentica” un sacco dell’immondizia su una banchina per distrazione. Chi abbandona i propri rifiuti a Marina Piccola compie un atto deliberato. Decide coscientemente, nel momento esatto in cui apre le dita per lasciare cadere un oggetto a terra, che il proprio microscopico comfort personale vale più del benessere collettivo, della salute del mare e del decoro di Cagliari. È la scelta consapevole di ferire la comunità.
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Maleducazione, cafonaggine e “caddozzomine”
Sorrentino non usa giri di parole e attinge al vocabolario della verità anche in salsa cagliaritana, quello che non ha bisogno di filtri diplomatici. “Il resto si chiama maleducazione, caddozzomine, cafonaggine, chiamatela come volete ma di questo si tratta”..
Per Sorrentino, che ha nuotato in lungo e in largo portando avanti anche battaglie di solidarietà e di sensibilizzazione ambientale, vedere Marina Piccola trattata in questo modo è una ferita aperta. Il mare non è un tappeto sotto cui nascondere la polvere delle proprie serate “devastanti”.